Provincia e Regione puntano a ospitare la Commissione Unica Nazionale
La provincia di Foggia si presenta come il centro della cerealicoltura italiana: la Puglia, secondo i dati richiamati da fonti del settore, produce circa un quarto del grano duro nazionale e la Capitanata contribuisce a quel risultato con oltre 200.000 ettari coltivati. Su questo quadro si innesta un'iniziativa politica del Comune di Foggia che chiede l'istituzione della sede della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro in Capitanata.
L'ordine del giorno, promosso dal consigliere comunale Pasquale Cataneo e sottoscritto da 31 dei 32 consiglieri, sarà discusso in aula comunale mercoledì 15 luglio. Il documento rivendica la collocazione della CUN nella provincia foggiana, motivando la richiesta con i dati produttivi e la necessità di investimenti infrastrutturali mirati alla filiera cerealicola.
"prima regione italiana per produzione"
Nel 2026 la campagna cerealicola ha registrato una produzione di 4,1 milioni di tonnellate di frumento duro a livello nazionale, con una flessione del 6% rispetto all'anno precedente, attribuita a cali di superficie nel Mezzogiorno e a rese inferiori al Nord. Nonostante la contrazione annuale, il trend quinquennale evidenzia una crescita del +5,5% complessiva.
Impatto sulla filiera e sulle infrastrutture
L'industria molitoria italiana trasforma ogni anno oltre 6 milioni di tonnellate di grano duro, integrando l'offerta nazionale con circa 2 milioni di tonnellate di importazioni da Nord America, Australia e Kazakistan per soddisfare la domanda di semole per la pasta. Per i rappresentanti locali, avere la CUN in Capitanata non sarebbe solo simbolico: permetterebbe di rendere più visibile il ruolo produttivo della regione e di orientare politiche e investimenti verso infrastrutture utili alla produzione e alla conservazione, come bacini, invasi e la rete di collegamento ferroviaria e stradale spesso indicata come prioritaria.
- Discussione in aula comunale: 15 luglio;
- Firmatari dell'ordine del giorno: 31 su 32 consiglieri;
- Dati 2026: 4,1 mln t frumento duro prodotto in Italia; -6% rispetto al 2025; trend quinquennale +5,5%;
- Superfici in Capitanata: oltre 200.000 ettari coltivati a grano duro.
Conseguenze pratiche per il territorio
La richiesta di ospitare la CUN porta con sé alcune implicazioni concrete per gli agricoltori e le imprese locali: un maggior peso nelle decisioni sui prezzi indicativi, potenziali benefici nella programmazione di interventi pubblici e privati per la gestione della risorsa idrica e per la logistica. I promotori del documento sottolineano inoltre la necessità di investimenti puntuali per rendere competitiva l'intera filiera pugliese, dall'impianto alla trasformazione e alla commercializzazione.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Produzione nazionale (grano duro) 2026 | 4,1 mln t |
| Quota approssimativa della Puglia | circa 25% |
| Superfici in Capitanata | >200.000 ha |
| Importazioni per la molitura | ~2 mln t |
La discussione in Consiglio comunale sarà il primo passo formale di una richiesta che potrebbe essere poi portata all'attenzione regionale e nazionale. Per gli operatori locali rimane però cruciale che alla rivendicazione istituzionale seguano progetti concreti per l'irrigazione, la conservazione e la logistica dei raccolti, ambiti nei quali la provincia di Foggia segnala tuttora carenze rilevanti.
Il dossier aperto da questo ordine del giorno riafferma la centralità della Capitanata nella produzione di grano duro e avvia un confronto sulle scelte che potrebbero ridisegnare la mappa decisionale della filiera cerealicola italiana.