Mercato del lavoro romagnolo spinto da servizi e turismo, cresce il contributo dei lavoratori stranieri
Le imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini hanno programmato complessivamente 24.620 assunzioni per il trimestre luglio-settembre 2026. Lo rileva il nuovo bollettino Excelsior diffuso dalla Camera di commercio della Romagna, che evidenzia come il mercato del lavoro locale sia trainato prevalentemente dai servizi e dal turismo.
Nel solo mese di luglio sono previsti 10.960 ingressi: 6.090 nella provincia di Rimini e 4.870 a Forlì-Cesena. Il territorio romagnolo rappresenta quasi il 23% delle assunzioni programmate in tutta l'Emilia-Romagna, dove il totale trimestrale arriva a 47.900.
Un elemento che emerge con evidenza dal report è il peso crescente della manodopera immigrata nelle programmazioni aziendali. A livello nazionale, nel 2025 le imprese hanno pianificato oltre 1,35 milioni di assunzioni di lavoratori stranieri, corrispondenti al 23,4% del totale: il dato più elevato mai registrato. La maggior parte degli ingressi riguarda persone già residenti in Italia, segnalando come l’immigrazione sia diventata una componente strutturale del mercato del lavoro.
«Una politica che guarda alla crescita non può scegliere la strada del declino. È necessario favorire l’inserimento delle persone immigrate [...] attraverso percorsi di apprendimento della lingua, educazione civica, politiche abitative e familiari e formazione professionale»
La Camera di commercio della Romagna, per voce del suo presidente, sottolinea la necessità di politiche in grado di facilitare l’integrazione lavorativa e sociale dei migranti, al fine di rispondere al calo demografico e all’invecchiamento della popolazione italiana.
Tuttavia il rapporto segnala anche difficoltà: molte imprese faticano a trovare candidati con le competenze richieste. Il tasso di difficoltà di reperimento relativo ai lavoratori immigrati arriva al 53,7%, risultato che supera il tasso registrato per i lavoratori italiani. Questo disallineamento tra domanda e offerta rimanda alla necessità di interventi formativi mirati e di politiche attive del lavoro.
Conseguenze concrete per il territorio
- Per le aziende: necessità di ampliare percorsi formativi e stage, oltre a investire in selezione e retained hiring per coprire ruoli stagionali e specializzati.
- Per i lavoratori: opportunità nel settore dei servizi e turistico-alberghiero nel periodo estivo; competitività richiesta soprattutto per posizioni qualificate.
- Per le amministrazioni locali: pressione su politiche abitative e servizi di integrazione per accogliere e facilitare l’inserimento dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro.
Per i cittadini della provincia di Forlì-Cesena il dato di luglio (4.870 ingressi programmati) indica una significativa domanda stagionale che può tradursi in offerte per giovani, lavoratori part-time e chi cerca impieghi nel turismo estivo e nei servizi connessi. Allo stesso tempo, la difficoltà a reperire competenze specifiche rappresenta un invito a rafforzare percorsi di formazione professionale e corsi di lingua per chi intende inserirsi nel mondo del lavoro locale.
| Area | Ingressi previsti a luglio | Ingressi previsti trimestre (lug-set) |
|---|---|---|
| Forlì-Cesena | 4.870 | Parte dei 24.620 complessivi |
| Rimini | 6.090 | Parte dei 24.620 complessivi |
Il quadro che emerge impone scelte coordinate tra imprese, istituzioni e enti formativi per sfruttare al meglio le opportunità occupazionali estive, riducendo al contempo il mismatch formativo che limita l’efficacia delle assunzioni programmate. La sfida è duplice: valorizzare la domanda di lavoro stagionale e strutturare percorsi che convertano l’ingresso temporaneo in occupazione stabile quando possibile.