Un forte boato ha segnato la mattina di ieri a Casalbordino, con il propagarsi del rumore fino al mare e l'immediata mobilitazione di ambulanze, vigili del fuoco, Protezione civile e forze dell'ordine. Lo scoppio è avvenuto intorno alle ore 8 nello stabilimento dell'ex Esplodenti Sabino, in contrada Termine, durante attività di bonifica del sito.
La deflagrazione ha provocato la morte di Carlo Piscopo, 59 anni, caporeparto e residente a Casalbordino, già conosciuto nell'ambito produttivo dell'impianto. Un altro lavoratore, identificato dalle iniziali G.B., 54 anni e residente a Vasto, è rimasto ferito ed è stato trasportato all'ospedale di Chieti; le sue condizioni sono state giudicate non gravi.
Indagini e misure di sicurezza
La Procura di Vasto, con la pm incaricata, ha aperto un fascicolo sull'accaduto mantenendo al momento il massimo riserbo sulle cause e sulle modalità dell'esplosione. Le autorità hanno disposto il sequestro dell'area e la chiusura delle strade circostanti per consentire le operazioni di messa in sicurezza e i rilievi tecnici. Sul posto sono intervenuti, oltre ai soccorsi sanitari, gli artificieri, i carabinieri e personale della Asl impegnato negli accertamenti.
Un impianto segnato da precedenti drammatici
La deflagrazione riporta alla luce una storia di incidenti che ha colpito ripetutamente lo stesso stabilimento. Dalla sua fondazione nel 1972, la struttura si è occupata di demilitarizzazione e recupero di materiali bellici. Negli ultimi anni l'impianto è stato interessato da tre esplosioni dal 2020 che hanno causato complessivamente sette vittime.
| Anno | Eventi e vittime |
|---|---|
| Dicembre 2020 | Tre lavoratori deceduti: Paolo Pepe (45), Carlo Spinelli (54), Nicola Colameo (46) |
| Settembre 2023 | Tre lavoratori deceduti: Gianluca De Santis (43), Fernando Di Nella (62), Giulio Romano (56) |
| Data recente | Un lavoratore deceduto: Carlo Piscopo (59); un ferito (G.B., 54) |
Dopo gli incidenti del 2020 e del 2023 l'attività nello stabilimento era stata sospesa dalla magistratura: le nuove operazioni di bonifica che si stavano svolgendo al momento dell'ultima esplosione fanno tornare al centro del dibattito locale le questioni sulla sicurezza degli impianti e sulle procedure adottate per la gestione di materiali pericolosi.
Impatto sulla comunità e prossimi passi
Per gli abitanti della zona si riaprono interrogativi legati alla sicurezza sul lavoro e alla tranquillità pubblica. Le strade chiuse e il sequestro dell'area avranno ricadute pratiche per i residenti e per chi lavora nelle attività limitrofe. Sul piano giudiziario, gli accertamenti dovranno chiarire se si trattasse di un incidente legato alle operazioni di bonifica o di altre cause ancora da verificare.
- Sequestro dell'area e rilievi in corso da parte degli artificieri e della Procura di Vasto.
- Soccorso sanitario attivato: un ferito trasferito all'ospedale di Chieti, non in condizioni gravi.
- Ricadute locali su viabilità, sicurezza pubblica e lavoro.
Resta aperto il tema delle responsabilità e delle misure preventive: le verifiche della magistratura e dei tecnici saranno decisive per ricostruire l'accaduto e per stabilire eventuali provvedimenti a tutela dei lavoratori e della popolazione.