Furto nella sede della Lilli Petroli, indagini in corso
Una collezione di opere d'arte è stata sottratta nella notte alla sede amministrativa della Lilli Petroli a Oricola, in provincia dell'Aquila. Secondo le prime ricostruzioni investigative, una banda avrebbe portato via sculture e bassorilievi attribuiti a Giacomo Manzù e Pablo Picasso, per un valore complessivo stimato attorno ai 5 milioni di euro.
I militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dell'Aquila, coadiuvati dai carabinieri della stazione di Oricola, hanno avviato gli accertamenti. Le forze dell'ordine ritengono che il colpo sia stato pianificato con cura e realizzato con mezzi e strumenti idonei a rimuovere ostacoli di grande peso.
Secondo le prime informazioni disponibili, i ladri sarebbero entrati nello stabilimento intorno alle 22:00 del giorno precedente e avrebbero agito fino alle prime ore del mattino, arrivando a caricare opere e oggetti su un furgone. Per aprirsi un varco avrebbero sfondato un pesante cancello d'acciaio, agganciandolo con un cavo e trascinandolo via, servendosi a quanto pare di un camion della stessa azienda come ariete.
- Periodo del furto: circa dalle 22:00 alle 6:00 della mattina seguente.
- Modalità: rimozione forzata di un cancello d'acciaio e utilizzo di veicoli dell'azienda per il carico.
- Forze investigative coinvolte: Nucleo TPC dell'Aquila e stazione carabinieri di Oricola.
Tra le opere sottratte è indicata la scultura in bronzo intitolata "La Ballerina" attribuita a Manzù, descritta come pezzo unico dal peso stimato di circa dieci quintali, la cui movimentazione richiede attrezzature e più persone. Scomparsi anche altri lavori attribuiti allo stesso artista e alcuni bassorilievi ascrivibili a Picasso, acquistati nel tempo dall'imprenditore e collezionista che deteneva la raccolta.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Luogo | Oricola (AQ), sede amministrativa Lilli Petroli |
| Opere sottratte | Sculture in bronzo e bassorilievi attribuiti a Manzù e Picasso |
| Valore stimato | Circa 5 milioni di euro |
| Indagini | Nucleo TPC dell'Aquila e stazione carabinieri di Oricola |
La dinamica descritta dagli investigatori — accesso dal retro della struttura, uso di cavi e camion per spostare il cancello e carico con un furgone aziendale — segnala l'impiego di mezzi e una programmazione che non esclude connessioni con circuiti di ricettazione specializzati. Gli inquirenti valutano anche la possibilità che le opere possano essere destinate a mercati clandestini internazionali.
L'assenza, secondo quanto emerso, di un impianto di allarme efficiente nella struttura ha facilitato l'azione del gruppo. Gli accertamenti proseguiranno per ricostruire ogni fase del furto, identificare i responsabili e rintracciare le opere sottratte. Le autorità competenti hanno richiesto l'attenzione dei collezionisti, dei mercati e dei canali d'asta per eventuali segnalazioni di pezzi corrispondenti alle descrizioni.
Per la cittadinanza della Marsica e per gli enti locali è una perdita che investe non solo il patrimonio privato ma anche la tutela della memoria artistica della regione. L'episodio richiama l'attenzione sulla necessità di misure di sicurezza adeguate negli spazi che custodiscono beni culturali, pubblici e privati, e sull'importanza della collaborazione tra istituzioni e forze dell'ordine per prevenire e contrastare i reati contro il patrimonio culturale.