Fase di transizione e richieste di garanzie per i lavoratori
La decisione di Eni Versalis di sospendere la produzione nell'ultimo impianto attivo per il polietilene a Brindisi è stata resa nota nei giorni scorsi e apre una fase delicata per il futuro del polo industriale locale. La comunicazione aziendale ha scatenato reazioni differenziate tra le sigle sindacali: la Cgil ha proclamato lo stato di agitazione, mentre la Femca Cisl, pur riconoscendo la portata dell'intervento, invita a verificare l'attuazione degli impegni concordati nel protocollo sottoscritto al Ministero.
Marcello De Marco, segretario generale Femca Cisl Taranto Brindisi, ha sottolineato come lo spegnimento fosse previsto dal piano di trasformazione del sito e non costituisca una sorpresa, rimarcando però la necessità che tutti gli impegni presi siano rispettati tempestivamente. Per la Femca Cisl, infatti, il nodo non è il cronoprogramma già definito ma la sua piena applicazione e verifica.
“Lo spegnimento dell’ultimo impianto Versalis di Brindisi (polietilene) era già previsto nel piano di trasformazione industriale del sito e, pertanto, non può essere considerato una novità. Il punto oggi non è, dunque, discutere un cronoprogramma già definito, quanto pretendere che trovino piena e tempestiva attuazione tutti gli impegni assunti con il protocollo sottoscritto al Mimit.”
Secondo la nota della Femca Cisl, il progetto di riconversione procede con l'avvio delle prime sessioni di induction dedicate al personale previste nell'ambito di Eni Storage Systems: un passaggio che fa entrare la trasformazione nella sua fase operativa e che, sempre secondo De Marco, confermerebbe il rispetto del cronoprogramma. Tuttavia le tensioni sindacali e le prese di posizione pubbliche mostrano come la transizione resti fragile e sensibile alla comunicazione e alle pratiche di tutela occupazionale.
Aspettative sul tavolo ministeriale e passaggi richiesti
La Femca Cisl insiste sull'importanza del confronto istituzionale, chiedendo che il tavolo ministeriale già convocato per il 30 luglio venga confermato senza rinvii. È a quella sede, secondo il sindacato, che dovrà essere verificato lo stato di avanzamento del piano e il rispetto delle scadenze, oltre a definire le misure di accompagnamento della transizione industriale.
- Verifica del cronoprogramma: accertare che gli step concordati siano rispettati;
- Tutele occupazionali: accompagnare il personale nelle fasi di ricollocazione e formazione;
- Trasparenza istituzionale: confronto periodico e aggiornamenti sui tempi e sugli investimenti.
Impatto locale e scenari
Per Brindisi, la trasformazione del sito Versalis rappresenta un tema strategico: non solo per i posti di lavoro direttamente interessati, ma anche per l'indotto e per la percezione della città come polo industriale in evoluzione. Lo spegnimento dell'impianto di polietilene, anche se previsto nel piano, riporta all'attenzione la necessità che la transizione sia gestita con misure concrete e tempestive, così da evitare tensioni sociali e garantire che gli investimenti annunciati si traducano in occupazione stabile o percorsi di riqualificazione per i lavoratori coinvolti.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Decisione aziendale | Stop produzione ultimo impianto polietilene |
| Posizione Femca Cisl | Spegnimento previsto; richiesto rispetto impegni e verifica al Mimit |
| Tavolo ministeriale | Convocato per il 30 luglio (da confermare) |
| Reazioni | Stato di agitazione proclamato dalla Cgil |
Nei prossimi giorni la sostanza del confronto si misurerà sui fatti: conferma del tavolo ministeriale, rapporti tra azienda, istituzioni e sindacati, e l'effettiva attuazione delle misure di accompagnamento. Per la comunità brindisina resta centrale che il processo di trasformazione industriale produca risultati concreti in termini di lavoro, sicurezza e sviluppo sostenibile del territorio.