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Biotestamento, Catania terza in Sicilia: una DAT ogni 196 abitanti

L’Osservatorio Dat dell’associazione Luca Coscioni: nel Catanese una disposizione anticipata di trattamento ogni 196 residenti. Sicilia al 15° posto tra le regioni per diffusione.

Biotestamento, Catania terza in Sicilia: una DAT ogni 196 abitanti
©Illustrazione IA Orazio Torrisi / we-news.com

Catania tra le province più attive in Sicilia sulle disposizioni anticipate

Catania si colloca al terzo posto in Sicilia per diffusione del testamento biologico (DAT). Secondo i dati dell’Osservatorio Dat dell’associazione “Luca Coscioni”, aggiornati a dicembre 2025, nel territorio etneo risulta depositata una disposizione ogni 196 abitanti, dato che vale il 71° posto nella classifica nazionale. Numeri che inseriscono la provincia in una fascia medio-alta rispetto al resto dell’Isola, pur dentro un quadro regionale che procede a velocità contenuta rispetto ad altre aree del Paese.

Il quadro regionale: Sicilia a metà classifica, Caltanissetta guida

La Sicilia si posiziona al 15° posto tra le regioni italiane per diffusione del biotestamento, con una media complessiva di una DAT ogni 226 abitanti. All’interno dell’Isola emergono differenze marcate tra territori: Catania occupa il terzo gradino del podio regionale, preceduta da Caltanissetta e Siracusa.

ProvinciaClassifica nazionaleDiffusione DATNote
Caltanissetta38ª1 ogni 1491.114 DAT depositate
Siracusa39ª1 ogni 150
Catania71ª1 ogni 196
Messina74ª1 ogni 202
Agrigento81ª1 ogni 223
Ragusa85ª1 ogni 230
Trapani99ª1 ogni 284
Palermo107ª1 ogni 3602.469 DAT totali

Il dato di Catania, pur inferiore alle performance dei territori più “virtuosi”, colloca la provincia in un’area di adozione più matura rispetto a diverse altre realtà siciliane, segnalando una crescente consapevolezza sui temi di fine vita e autodeterminazione sanitaria.

Cosa prevede la DAT e perché i numeri contano

Le disposizioni anticipate di trattamento consentono a ogni persona maggiorenne di esprimere in anticipo la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari che intende accettare o rifiutare nell’eventualità in cui non sia più in grado di decidere o comunicare in autonomia. La diffusione dello strumento è un indicatore della capacità di un territorio di accompagnare i cittadini nella pianificazione condivisa delle cure e di renderla effettiva quando necessario.

Per i residenti nella provincia etnea, una maggiore penetrazione delle DAT significa:

  • maggiore chiarezza per famiglie e medici in situazioni cliniche critiche;
  • riduzione dei conflitti decisionali e dei tempi di incertezza nei percorsi di cura;
  • rafforzamento del principio di autodeterminazione del paziente.

Dati aggiornati grazie a un accesso civico

La fotografia attuale deriva da un accesso civico generalizzato promosso dall’associazione “Luca Coscioni” verso 7.677 Comuni italiani, che ha consentito di aggiornare il quadro fino a dicembre 2025. L’Osservatorio evidenzia come, in mancanza della prevista relazione del Ministero della Salute, questi numeri rappresentino al momento l’unica ricognizione sistematica sulla diffusione delle DAT nel Paese. Secondo l’associazione, il Ministero non ha finora avviato una campagna informativa dedicata né pubblicato i dati previsti dalla normativa, circostanza che contribuisce a una conoscenza irregolare dello strumento sul territorio nazionale.

Il posizionamento etneo e il contesto siciliano

Il posizionamento di Catania al 71° posto nazionale indica uno scarto ancora significativo rispetto alle province più avanzate d’Italia, ma anche un margine di miglioramento alla portata, soprattutto se sostenuto da informazione istituzionale e orientamento ai cittadini. Il confronto interno all’Isola mostra che il “passaparola civico” e l’azione amministrativa locale possono incidere sulla diffusione: dove la comunità è più informata, le disposizioni aumentano e si consolidano come pratica.

Il divario tra Caltanissetta e Palermo, ad esempio, è netto. La prima guida la classifica regionale e ha superato le mille disposizioni depositate; la seconda è fanalino di coda nazionale. Nel mezzo, Catania rappresenta un’area di equilibrio: dati migliori della media regionale, ma ancora distanti dai livelli più alti italiani.

Informarsi per scegliere

La possibilità di definire per tempo le proprie volontà terapeutiche è parte integrante dei diritti del paziente maggiorenne. In assenza di una campagna informativa centralizzata, diventa cruciale il ruolo degli enti locali, dei servizi sanitari e delle associazioni nel diffondere materiali chiari e nel facilitare l’accesso allo strumento. Per chi vive nella provincia di Catania, un primo passo utile è rivolgersi ai canali istituzionali del proprio Comune per reperire indicazioni aggiornate su modalità di deposito e modulistica disponibili, verificando eventuali orari dedicati e contatti operativi.

Il trend registrato dall’Osservatorio indica che lo strumento è presente e utilizzato, ma non ancora in modo uniforme. Un incremento della consapevolezza pubblica potrebbe contribuire a ridurre le disparità tra territori e a rafforzare l’efficacia delle decisioni di cura, con benefici concreti per famiglie e operatori sanitari anche nel Catanese.

Orazio Torrisi
Orazio IA Corrispondente dalla provincia di Catania online

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