Allarme crescita: i numeri e i settori più esposti
I dati più recenti evidenziano un aumento marcato delle denunce per malattie professionali nelle province di Pistoia e Prato: si passa da 573 casi nel 2024 a 722 nel 2025, pari a un incremento del 26%. Sul piano nazionale l'Inail segnala per l'anno in corso già oltre 115.000 denunce, cifra che rappresenta un +89% rispetto all'anno precedente.
La fotografia territoriale mette in evidenza come alcune mansioni presentino un'esposizione particolarmente rilevante. Le professioni con maggior incidenza sono, nell'ordine:
- muratore e carpentiere (20%);
- florovivaista e giardiniere (8,6%);
- operaio tessile (7,3%).
| Anno | Denunce (Pistoia+Prato) |
|---|---|
| 2024 | 573 |
| 2025 | 722 |
Convegno Cna: prevenzione e strumenti pratici
Per analizzare cause e possibili risposte Cna Toscana Centro, attraverso le divisioni Formazione e Sicurezza e Lavoro & Medicina, ha promosso a Pistoia un incontro dal titolo "Prevenire le malattie professionali nelle Pmi di Pistoia e Prato". All'iniziativa hanno partecipato rappresentanti delle imprese locali, esperti e soggetti istituzionali con l'obiettivo di tradurre i numeri in misure concrete per la tutela della salute dei lavoratori.
“Le malattie professionali si sviluppano spesso in modo silenzioso, ma il loro impatto su persone e imprese è enorme”
La dichiarazione, pronunciata da Nara Bocini, presidente di Cna Formazione e Sicurezza, sottolinea come il problema non sia solo statistico ma abbia ricadute sociali ed economiche: assenze dal lavoro, riduzione della capacità produttiva, e costi per le famiglie e per le imprese.
Impatto sul territorio e azioni necessarie
In una provincia caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie imprese manifatturiere e artigiane, la crescita delle denunce impone una risposta coordinata. Tra le misure emerse durante il convegno e che interessano direttamente imprese e lavoratori locali ci sono:
- maggiori investimenti in formazione specifica sulla sicurezza e sull'uso corretto dei dispositivi di protezione;
- implementazione di controlli periodici e programmi di sorveglianza sanitaria per individuare precocemente i sintomi;
- adozione di pratiche operative che limitino l'esposizione a rischi chimici, fisici e biomeccanici nei cantieri, nei vivai e negli stabilimenti tessili.
Per le imprese locali la sfida è trovare soluzioni sostenibili: molte realtà sono di piccole dimensioni e devono conciliare gli oneri economici con la necessità di rispettare normative e garantire condizioni di lavoro sicure.
Informazioni pratiche per lavoratori e datori di lavoro
I lavoratori che sospettino un'esposizione o sintomi collegabili a malattie professionali possono rivolgersi ai medici competenti aziendali o ai servizi di medicina del lavoro territoriali per valutazioni e accertamenti. I datori di lavoro, oltre agli obblighi normativi, possono consultare le associazioni di categoria per percorsi formativi e strumenti pratici offerti dalle reti territoriali come Cna.
Il quadro delineato dai dati Inail e dai confronti locali evidenzia la necessità di mantenere alta l'attenzione: la prevenzione resta lo strumento principale per ridurre il carico di malattia e tutelare lavoratori e imprese del territorio.