Progetto, dimensioni e quadro procedurale
La giunta comunale di Rho ha adottato il piano attuativo che consentirà la costruzione di un data center nell’area dismessa degli stabilimenti Nilit e Radici, in via Moscova. L’intervento è stato segnalato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy come «progetto di rilevanza strategica», qualifica che ne sottolinea l’entità economica e ne facilita alcune fasi procedurali.
"L’iter è ancora lungo"
Il progetto prevede un edificio disposto su due piani, con una superficie edificabile massima di 25.000 metri quadrati e altezza massima pari a 18 metri. La società che realizzerà e gestirà l’impianto è Goodman Olimpia Logistics ITALY s.r.l. La bonifica dell’area e la demolizione dei fabbricati preesistenti (complessivamente 43.000 metri quadrati) sono in fase di completamento.
Capacità elettrica e sistemi di emergenza
Elemento centrale del progetto è la potenza richiesta per la connessione alla rete ad alta tensione, fissata in 90 MW. Per la continuità di servizio è previsto un sistema di raffreddamento ad aria e l’installazione di 32 generatori di emergenza, che verranno attivati esclusivamente in caso di interruzione dell’alimentazione fornita tramite una linea dedicata da Terna. Le prove di efficienza dei gruppi elettrogeni saranno limitate, come previsto, a pochi minuti al mese e solo in orario diurno.
Ricadute economiche e amministrative
Il Comune incasserà un corrispettivo di 5,6 milioni di euro, somma che l’amministrazione ha anticipato di voler destinare a interventi sul verde e servizi locali. Formalmente, l’adozione del piano attuativo rappresenta la prima fase di un iter che prevede la pubblicazione del piano e successivi periodi di osservazione: secondo il cronoprogramma indicato, il documento sarà reso pubblico a partire dal 24 agosto e tra l’8 e il 23 settembre sarà possibile presentare osservazioni da parte dei cittadini.
- Area: 25.000 m2 edificabili
- Altezza max: 18 m
- Potenza richiesta: 90 MW
- Generatori di emergenza: 32
- Compenso al Comune: 5,6 milioni di euro
Questioni aperte e possibili impatti
Il progetto solleva questioni su più piani: l’impatto territoriale legato alla trasformazione di un’area industriale dismessa, la gestione delle esigenze energetiche connessa a una domanda elevata di potenza e la necessità di garantire trasparenza e partecipazione nella fase di osservazione pubblica. La qualifica ministeriale può accelerare alcuni passaggi, ma non evita i controlli ambientali e urbanistici previsti dalla normativa.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Superficie edificabile | 25.000 m2 |
| Altezza massima | 18 m |
| Potenza di connessione | 90 MW |
| Generatori di emergenza | 32 |
| Corrispettivo al Comune | 5,6 milioni di euro |
Nei prossimi mesi saranno da monitorare gli esiti della fase di pubblicazione e osservazione, eventuali autorizzazioni ambientali e l’esito del raccordo con Terna per la linea di alimentazione. Il procedimento amministrativo proseguirà secondo quanto previsto dal piano attuativo adottato e dalle norme vigenti, fino alle determinazioni definitive sugli interventi di riqualificazione e sull’avvio dei lavori.