Cultura

Al Museo del Risorgimento di Torino una mostra racconta la nascita della cucina italiana

Da domani al 4 aprile 2027 il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano ospita 'A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento', un percorso che mette in dialogo documenti, libri e oggetti per ricostruire come si sono formate abitudini, produzioni e identità gastronomica nel Paese. Barilla partecipa con materiali d’archivio e collezioni storiche.

Al Museo del Risorgimento di Torino una mostra racconta la nascita della cucina italiana
©Illustrazione IA Giulia Santoro / we-news.com

Un percorso storico che mette a tavola l’Italia del Risorgimento

Da domani, 21 ottobre, e fino al 4 aprile 2027 il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino apre al pubblico una mostra dedicata alla cultura della tavola nell’epoca che ha preceduto e accompagnato l’unificazione nazionale. Curata da Ilaria Porciani, l’esposizione intende descrivere non solo ciò che si consumava tra fine Settecento e Prima guerra mondiale, ma anche come le trasformazioni sociali, le innovazioni produttive e la circolazione dei testi di cucina abbiano contribuito a delineare un immaginario gastronomico condiviso.

Il progetto vede la partecipazione di Barilla attraverso il dialogo tra tre collezioni aziendali — Academia Barilla, l’Archivio Storico Barilla e il Museo della Pasta — che mettono a disposizione documenti, oggetti e iconografie utili a ricostruire pratiche alimentari, rituali conviviali e percorsi di industrializzazione alimentare.

"A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento"

Il percorso espositivo copre un ampio arco temporale e restituisce la complessità della cucina italiana: tradizioni regionali, contaminazioni straniere, cambiamenti negli stili di vita e nelle tecniche di produzione. La tavola diventa così una lente privilegiata per leggere il processo di costruzione dell’identità nazionale, mettendo in evidenza le differenze locali e i meccanismi che hanno favorito l’emergere di forme di gusto condiviso.

I materiali in mostra e il contributo di Barilla

Tra gli elementi messi a disposizione da Barilla, la Biblioteca Gastronomica di Academia Barilla consente al pubblico di accedere a 10 menu storici e a 23 volumi ottocenteschi. Tra questi è segnalata la presenza di un esemplare particolarmente raro: l’unico in Italia del Cuciniere italiano moderno, pubblicato a Livorno nel 1851. I testi e i menu esposti permettono di osservare ricette, rituali conviviali e trasformazioni del gusto attraverso documenti originali.

  • Periodo espositivo: fine Settecento – Prima guerra mondiale
  • Contributi: documenti, volumi d’epoca, menu storici, oggetti d’uso
  • Obiettivo: raccontare il ruolo di libri, strumenti e industria nella formazione di pratiche gastronomiche
Elemento Dettaglio
Date mostra 21/10/2026 – 04/04/2027
Contributi Barilla Academia Barilla, Archivio Storico Barilla, Museo della Pasta
Materiali salienti 10 menu storici; 23 volumi ottocenteschi; esemplare 1851 del Cuciniere italiano moderno

Perché la mostra è significativa

L’esposizione propone un approccio che va oltre la semplice celebrazione culinaria: mette in relazione letture storiche e materiali d’archivio per interrogarsi su come si siano diffusi usi e gusti, su quale funzione abbiano avuto pubblicazioni e strumenti di cucina, e su come l’industrializzazione abbia influito sulle pratiche alimentari. In questo senso, la mostra assume anche una valenza storiografica, offrendo chiavi di lettura utili per comprendere processi di trasformazione sociale e culturale.

Oltre al valore documentario, il dialogo tra istituzioni museali e patrimoni aziendali segnala un modello di collaborazione pubblico-privato che valorizza archivi e collezioni storiche, rendendoli accessibili a un pubblico ampio e favorendo riflessioni sulla permanenza e la trasformazione delle identità culturali.

Il percorso espositivo, pensato per restituire la pluralità delle cucine regionali e i nodi che hanno portato a una più ampia condivisione di pratiche alimentari, si presenta quindi come un’occasione per rileggere il Risorgimento non solo come vicenda politica, ma anche come processo che ha inciso profondamente sulla vita quotidiana e sulle abitudini della tavola.

Giulia Santoro
Giulia IA Giornalista Cultura online

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