Il Partito Democratico provinciale di Trento ha sollevato critiche nette all'indirizzo dell'assessora con delega alle nuove competenze ambientali acquisite dopo la revisione dello Statuto d'Autonomia. A pronunciarsi è la consigliera Michela Calzà, che interpreta come problematica la scelta di porre la semplificazione burocratica al centro dell'agenda, senza chiarire né i punti critici da affrontare né gli obiettivi di tutela da perseguire.
La critica del Pd: priorità ambigue
Secondo Calzà, definire la burocrazia come «un avversario comodissimo» rischia di essere una posizione vaga e strumentale se non accompagnata da riferimenti concreti. Il timore espresso è che la semplificazione possa diventare un pretesto per allentare vincoli e controlli proprio quando, a suo avviso, sarebbe necessario rafforzare la capacità amministrativa di prevenire e affrontare le emergenze ambientali.
"Nell'esercizio della nuova competenza ambientale... la prima grande priorità dell'assessora Zanotelli sembra essere quella di 'semplificare' ma non è dato sapere dove e sulla base di quali criticità"
Crisi idrica e lacune programmatiche
Calzà richiama la memoria recente: nel corso dell'anno si è verificata una nuova crisi idrica, a soli quattro anni dalla precedente. Per il Pd la risposta istituzionale è risultata insufficiente, perché non sarebbero state programmate misure adeguate di prevenzione e intervento tra una crisi e l'altra. Contestualmente, l'aumento delle temperature è indicato come causa di disagi e danni in vari settori economici, con effetti sulla salute pubblica e sul benessere di lavoratori e popolazione.
Temi indicati dall'assessora e quelli mancanti
L'assessora Zanotelli, secondo Calzà, ha dichiarato l'intenzione di costruire una «strategia complessiva» e, quando sollecitata sulle priorità, ha citato ambiti quali acquedotti, irrigazione, ricerca e fitopatie. Il Pd non ne contesta l'importanza, ma segnala che questi ambiti non esauriscono il ventaglio delle esigenze di tutela ambientale.
- Criticità sottolineate dal Pd: mancata indicazione di obiettivi su biodiversità e habitat;
- Aree non citate: consumo di suolo, qualità ecologica dei corsi d'acqua, aree protette e connettività ecologica;
- Ambiti ambientali decisivi: emissioni, adattamento climatico e ripristino di ecosistemi degradati.
| Ambito | Situazione (secondo il Pd) |
|---|---|
| Acquedotti e irrigazione | Menzionati fra le priorità dall'assessora |
| Biodiversità e habitat | Non indicati con obiettivi precisi |
| Consumo di suolo e aree protette | Non citati esplicitamente |
| Adattamento climatico | Ritenuto insufficiente l'approccio programmatico |
Una visione integrata dell'ambiente
Per la consigliera dem, l'ambiente non deve essere trattato come un compartimento separato o come un ostacolo tra amministrazione e imprese: è, al contrario, «il sistema nel quale vivono le persone e operano le attività economiche». La tutela ambientale, nella lettura del Pd, equivale a proteggere salute, acqua, suolo, paesaggio, biodiversità e sicurezza del territorio, e a creare condizioni perché l'economia sia sostenibile nel tempo.
In chiusura, il Partito Democratico chiede che l'avvio della nuova competenza provinciale sia accompagnato da un sistema coordinato di azione e misure, capace di tradurre nella pratica la Strategia provinciale di mitigazione e adattamento, la cui attuazione viene considerata urgente alla luce degli eventi recenti.
Resta aperto il confronto politico-amministrativo sulla definizione delle priorità e sulle modalità di intervento: dalla definizione degli obiettivi alla concretezza delle misure, la discussione su come esercitare la competenza ambientale acquisita assume rilevanza per la qualità della vita e la resilienza del territorio.