Domanda di lavoro forte, focus sul personale di origine straniera
Le imprese della provincia di Rimini si preparano a un'estate di intensa attività sul fronte delle assunzioni: secondo le previsioni raccolte per il trimestre luglio-settembre, 12.290 ingressi in organico sono attesi complessivamente, tra contratti a tempo indeterminato, determinato e forme di lavoro flessibile. Un elemento che emerge con chiarezza è il ricorso alla forza lavoro immigrata: tre imprese su dieci dichiarano di cercare personale di origine straniera, sia per nuove assunzioni sia per integrare lavoratori già presenti nel Paese.
Il dato fotografa una situazione che riguarda non solo la Riviera ma l'intera Romagna, con il settore turistico che continua a guidare la domanda di manodopera.
Settori e numeri: dove si concentrano le assunzioni
I settori che richiederanno il maggior numero di ingressi nella provincia sono:
- Alloggio, ristorazione e turismo: 3.450 ingressi previsti;
- Servizi alle persone: 790 ingressi;
- Commercio: 530 ingressi;
- Servizi operativi a supporto di imprese e persone: 290 ingressi;
- Costruzioni: 250 ingressi.
| Settore | Ingressi previsti |
|---|---|
| Alloggio, ristorazione, turismo | 3.450 |
| Servizi alle persone | 790 |
| Commercio | 530 |
| Servizi operativi a supporto | 290 |
| Costruzioni | 250 |
Richiami su politiche attive e integrazione
Il presidente della Camera di Commercio di Rimini, Carlo Battistini, ha posto l'accento sulla necessità di politiche strutturate per accompagnare l'inserimento delle persone immigrate nel mercato del lavoro e nella comunità locale. In particolare ha richiamato misure su formazione linguistica e civica, integrazione abitativa e competenze professionali, pur sottolineando la necessità di fermezza verso chi compie reati.
"Una politica normale deve prendere in considerazione la scelta se promuovere la crescita o promuovere il declino... vi è la necessità di attuare politiche di inserimento delle persone immigrate nel contesto sociale e legale, di educazione basilare linguistica e di educazione civica, di integrazione con politiche abitative e familiari, di formazione necessaria ad acquisire le competenze professionali richieste."
Il richiamo è diretto: non si tratta solo di reperire manodopera, ma di costruire strumenti perché l'ingresso di lavoratori stranieri si traduca in valore per le imprese e compatibilità sociale per i territori che, come la riviera riminese, vivono di stagionalità e servizi.
Andamento mensile e confronto temporale
Per il solo mese di luglio sono previsti 6.090 nuovi contratti, livello vicino a quello di aprile quando le attivazioni erano state 6.810, ma inferiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (con una diminuzione di 490 unità). Il confronto mese su mese e anno su anno consente agli operatori e agli enti locali di calibrare interventi formativi e politiche di sostegno all'occupazione.
Per i cittadini riminesi queste previsioni indicano sia opportunità di lavoro — in particolare in settori che richiedono competenze specifiche — sia la necessità di servizi di integrazione linguistica e di orientamento professionale. Per le imprese, invece, il dato rafforza l'urgenza di politiche per l'attrazione e la formazione dei profili richiesti.
Occorrerà monitorare nelle prossime settimane l'effettiva attivazione dei contratti e l'impatto di eventuali misure locali e regionali che possano agevolare processi di integrazione lavorativa e sociale.