Bilancio pesante e richiesta di risposte europee
La Peste Suina Africana (PSA) continua a lasciare un segno profondo nell'agricoltura pavese. A tre anni dal primo caso accertato in provincia, Coldiretti Pavia presenta un quadro che descrive una filiera in forte contrazione: da oltre 233.000 capi allevati si sarebbe passati a circa 100.000, con una riduzione prossima al 60%. Il centro provinciale indicato come il più colpito è Zinasco.
Il calo non è soltanto numerico: secondo l'organizzazione agricola il territorio ha subìto «danni diretti e indiretti, oltre a speculazioni per centinaia di milioni di euro». Coldiretti sollecita un impegno deciso della Commissione Europea e del Ministero competente affinché siano riconosciute e compensate le perdite soprattutto quelle non immediatamente quantificabili.
«Da allora è stato un susseguirsi di conseguenze devastanti per le aziende agricole»
Conseguenze pratiche per le aziende
Le misure sanitarie e i provvedimenti di controllo hanno comportato l'abbattimento di numerosi capi e l'istituzione di zone di restrizione. Coldiretti riferisce l'abbattimento di quasi 100.000 capi nei primi due anni dall'esplosione dell'epidemia e segnala la contrazione del mercato, l'aumento dei costi di produzione e dinamiche speculative che hanno gravato anche su allevamenti non direttamente infetti.
- Riduzione degli allevamenti: dalle oltre 180 aziende attive prima della crisi a circa 50 oggi.
- Perdite di bestiame: passaggio da >233.000 a ~100.000 capi.
- Costi e mercato: aumento dei costi di biosicurezza e contrazione della domanda che ha penalizzato prezzi e redditività.
Impatto sulla filiera DOP e sulle comunità locali
La provincia di Pavia è tra i territori rilevanti per la produzione di salumi DOP nel panorama nazionale: la perdita di capi e di aziende rischia di compromettere il presidio territoriale della filiera e la continuità delle produzioni tipiche. Coldiretti sottolinea come gli allevatori abbiano comunque adottato misure di biosicurezza e rispettato le prescrizioni sanitarie, nonostante le difficoltà economiche.
| Voce | Valore riportato |
|---|---|
| Capi allevati (prima) | oltre 233.000 |
| Capi allevati (oggi) | circa 100.000 |
| Allevamenti (prima) | oltre 180 |
| Allevamenti (oggi) | circa 50 |
Richieste e prospettive
Coldiretti Pavia chiede che l'Unione Europea metta a disposizione risorse adeguate per sostenere le imprese che hanno applicato le misure di contenimento della PSA, a tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare. L'organizzazione mantiene il dialogo con il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) e con la Commissione Europea per ottenere il riconoscimento dei danni indiretti.
Per gli allevatori della provincia la richiesta è chiara: interventi che coprano non solo le perdite immediate, ma anche i costi crescenti legati a biosicurezza e alla ripresa delle attività, oltre a strumenti che contrastino fenomeni speculativi che hanno aggravato la crisi.
La situazione solleva interrogativi concreti per l'economia rurale e per le comunità locali: dalla conservazione delle produzioni DOP alla tenuta occupazionale nelle aree rurali. La risposta delle istituzioni nazionali ed europee sarà determinante per definire se la filiera potrà avviare una ripresa stabile o se il territorio subirà effetti strutturali di lungo periodo.
Restano in piedi, inoltre, le esigenze pratiche degli allevatori: supporto per le misure di biosicurezza, accesso a strumenti finanziari mirati e interventi per la stabilizzazione del mercato.
La provincia di Pavia attende ora risposte concrete sul fronte delle risorse e delle politiche di sostegno, mentre gli allevatori continuano a convivere con le conseguenze di una crisi che ha colpito duramente un settore chiave per l'identità agroalimentare del territorio.