Numeri e graduatorie: dove si colloca la provincia
Nella provincia di Siena risultano depositate 1.091 Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), il cosiddetto testamento biologico. Rapportando questo dato alla popolazione residente, l'Osservatorio DAT dell'Associazione Luca Coscioni restituisce per Siena un indicatore di una DAT ogni 204 abitanti, un valore che la colloca nel penultimo posto tra le province toscane.
La regione Toscana mantiene complessivamente una sensibilità elevata sul tema del fine vita: a livello regionale la media è di una DAT ogni 147 abitanti, che pone la Regione tra le prime in Italia secondo l'Osservatorio aggiornato a dicembre 2025. All'interno della Toscana, la classifica provinciale vede Livorno in testa con una DAT ogni 120 abitanti; seguono Pistoia, Grosseto e Firenze. Siena, con il rapporto sopra citato, precede solo Massa-Carrara nella graduatoria regionale.
Il quadro comunale: capoluogo e «virtuosi»
Nel capoluogo la situazione è leggermente migliore rispetto alla media provinciale. Il Comune di Siena registra 239 DAT depositate e trasmesse alla Banca dati nazionale. Con 52.833 residenti e 45.760 maggiorenni, il rapporto si attesta su una disposizione ogni 191 abitanti, dunque più favorevole rispetto all'intera provincia.
Analizzando i singoli comuni emergono punte di maggiore diffusione: Casole d'Elsa guida la graduatoria provinciale con 43 DAT su 3.136 maggiorenni, ovvero una ogni 73 abitanti. Subito dopo si colloca Sarteano, con 40 disposizioni su 3.899 maggiorenni, cioè una ogni 97 abitanti. Questi dati evidenziano forti differenze territoriali nell'adesione allo strumento del biotestamento.
- Provincia di Siena: 1.091 DAT — una ogni 204 abitanti
- Comune di Siena: 239 DAT — una ogni 191 abitanti
- Casole d'Elsa: 43 DAT — una ogni 73 maggiorenni
- Sarteano: 40 DAT — una ogni 97 maggiorenni
| Provincia | Rapporto DAT/abitante (Toscana) |
|---|---|
| Livorno | 1 ogni 120 abitanti |
| Pistoia | 1 ogni 131 abitanti |
| Grosseto | 1 ogni 133 abitanti |
| Firenze | 1 ogni 138 abitanti |
| Arezzo | 1 ogni 146 abitanti |
| Pisa | 1 ogni 153 abitanti |
| Prato | 1 ogni 156 abitanti |
| Lucca | 1 ogni 163 abitanti |
| Siena | 1 ogni 204 abitanti |
| Massa-Carrara | 1 ogni 205 abitanti |
Implicazioni pratiche e riflessioni locali
Il dato provinciale indica una diffusione del biotestamento che, pur esistente, è inferiore alla media regionale. Per i cittadini questo significa che lo strumento è disponibile e utilizzato ma non ancora largamente consolidato. Differenze marcate tra comuni suggeriscono che fattori locali — informazione pubblica, accesso agli uffici comunali che raccolgono le DAT, iniziative di sensibilizzazione — possono influire significativamente sui livelli di adesione.
Per l'amministrazione locale e gli operatori sanitari i numeri sono utili per pianificare interventi mirati: campagne informative, sportelli dedicati, collaborazione con medici di base e servizi socio-sanitari per facilitare la redazione e il deposito delle disposizioni. Per i cittadini interessati a predisporre una DAT è importante rivolgersi agli uffici comunali preposti o consultare la Banca dati nazionale per le modalità di deposito e trasmissione.
Nel dibattito pubblico il confronto fra province e l'analisi comunale offrono uno spaccato concreto della pratica del fine vita in Toscana. Resta aperta la questione di come aumentare la conoscenza dello strumento e rimuovere ostacoli pratici alla sua diffusione, in modo che la scelta individuale in materia di trattamenti sanitari sia effettivamente accessibile a tutti.