Un decennio che avanza verso un profilo demografico più anziano
La Sardegna mostra un pronunciato calo della popolazione giovanile che altera il profilo demografico dell’isola e pone sfide immediate alle imprese e ai servizi locali. I dati dell’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, riferiti al periodo decennale più recente, segnalano una riduzione consistente degli under 35 in tutta la regione, con ripercussioni particolarmente acute nella provincia del Sud Sardegna.
Numeri che fotografano il cambiamento
Nel complesso regionale la popolazione compresa tra i 15 e i 34 anni è passata da 343.046 a 283.976 unità, una perdita di 59.070 giovani pari a un calo del 17,2%. A livello provinciale il Sud Sardegna emerge come il territorio più colpito in termini percentuali: il conteggio degli under35 è sceso da 74.504 a 56.599, una flessione del 24% pari a 17.905 persone in meno.
“spopolamento giovanile”
Questa perdita è la più elevata tra le 107 province analizzate a livello nazionale. Alle spalle del Sud Sardegna si colloca la provincia di Oristano, che evidenzia anch’essa una contrazione significativa.
- Conseguenze sul lavoro: molte imprese, specie le più piccole e artigiane, rischiano di non trovare ricambio adeguato nei prossimi anni.
- Uscite per pensionamento: tra il 2025 e il 2029 sono attese uscite dall’impiego per circa 80.000 lavoratori in tutta la Sardegna, con circa 30.800 dipendenti privati interessati.
- Struttura produttiva: la minor presenza di grandi aziende nel territorio regionale complica ulteriormente la sostituzione del personale qualificato.
Impatto locale e priorità operative
Per la vita quotidiana dei cittadini e per l’economia della provincia, la riduzione dei giovani significa meno persone in età di lavoro, minore domanda interna e una potenziale difficoltà per i servizi pubblici e privati nel mantenere livelli adeguati di offerta. Il fenomeno interessa settori che richiedono competenze tecniche e artigianali, dove le piccole imprese spesso trovano scoraggianti le difficoltà di reperire personale qualificato.
| Area | Under 35 (inizio periodo) | Under 35 (fine periodo) | Variazione |
|---|---|---|---|
| Sud Sardegna (provincia) | 74.504 | 56.599 | -24% (-17.905) |
| Oristano | 33.271 | 25.728 | -22,7% (-7.543) |
| Intera Sardegna | 343.046 | 283.976 | -17,2% (-59.070) |
Le stime legate al pensionamento accentuano l’urgenza: la combinazione di meno giovani e di un elevato numero di uscite per pensionamento tra il 2025 e il 2029 porterà a una domanda di sostituzione che le realtà produttive locali potrebbero faticare a soddisfare, per via della dimensione e della composizione del tessuto imprenditoriale isolano.
Per contrastare questa tendenza il territorio dovrà probabilmente puntare su misure di retention dei giovani, incentivi alla formazione tecnica e professionale, e politiche che favoriscano la creazione di opportunità occupazionali in loco. La convocazione di tavoli tra istituzioni locali, imprese e parti sociali appare indispensabile per costruire una risposta coordinata e sostenibile.
La perdita di giovani in provincia non è un fenomeno isolato ma parte di una dinamica regionale che richiede interventi congiunti: dalle politiche del lavoro alle azioni per l’attrattività territoriale, fino agli investimenti nei servizi che possano rendere la Sardegna un luogo dove i giovani scelgono di restare o di tornare.