Progetto Icarus: da un’idea in aula al record mondiale
Un gruppo di studenti dell’Università di Pisa, iscritti al corso di Ingegneria Aerospaziale, ha ottenuto il riconoscimento del Guinness dei Primati per l’aereo di carta più grande del mondo. Il velivolo, costruito dal Progetto Icarus, ha un’apertura alare di 20,04 metri e ha compiuto un volo di circa 60 metri durante l’evento We Make Future a Bologna il 25 giugno.
L’iniziativa è partita alla fine del 2024 tra alcuni colleghi di corso e si è sviluppata in oltre 15.000 ore di lavoro, con un team composto da 16 persone. Per la realizzazione sono stati necessari mesi di progettazione, simulazioni numeriche, prove in scala, chili di carta e colla, e l’utilizzo di un hangar affittato per la fase di lancio.
Organizzazione e fasi del progetto
Il gruppo ha predisposto un’officina dedicata dove sono state eseguite sperimentazioni continue per ottimizzare la struttura: l’obiettivo era ottenere una configurazione che garantisse sia la capacità di sostenere il volo sia la resistenza strutturale, pur realizzando l’aereo quasi interamente in carta. A supporto dell’attività sono intervenuti sponsor e alcuni creator a documentare l’impresa.
- Team: 16 membri
- Tempo di lavoro stimato: 15.000 ore
- Apertura alare: 20,04 metri
- Volo registrato: 60 metri
- Data del record: 25 giugno a Bologna
Il progetto ha implicato fasi di prova sia al computer sia in scala ridotta per verificare profili aerodinamici e punti di cedimento. Il risultato finale è stato un lancio di breve durata, ma sufficiente per far entrare il velivolo negli archivi del Guinness dei Primati.
“All’inizio era partito tutto per scherzo. Ci divertivamo nelle aule universitarie, quelle con i banchi posizionati tutti in discesa. Ci sfidavamo tra di noi per attraversare tutta l’aula con un solo aeroplano di carta,”
La frase, riferita da uno dei protagonisti, racconta l’origine informale di un progetto che si è poi trasformato in un’impresa di livello internazionale. A raccontare i dettagli dell’organizzazione è stato Manuel Santoro, 25 anni, che nel team ha gestito i rapporti con gli sponsor.
Impatto locale e prospettive
Per Pisa e per l’Università la vicenda rappresenta una vetrina significativa: mette in luce competenze tecniche e capacità progettuali dei giovani ingegneri pisani, oltre a offrire un esempio concreto di trasferimento di entusiasmo accademico in risultati misurabili. L’iniziativa potrà favorire sinergie future tra studenti, dipartimenti e soggetti esterni interessati a progetti di design e sperimentazione aerospaziale.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Membri del team | 16 |
| Ore di lavoro | 15.000 |
| Apertura alare | 20,04 m |
| Distanza del volo | 60 m |
| Data | 25 giugno (a Bologna) |
La comunità universitaria pisana si trova ora a poter valorizzare questa esperienza sia sul piano didattico sia come progetto dimostrativo per future collaborazioni. Resta il segno di come iniziative nate tra i banchi possano arrivare a risultati internazionali con ricadute positive anche per la reputazione dell’ateneo e della città.