Verso la chiusura del cantiere sulla SS76: tappe e prossimi passaggi
Si avvicina la conclusione di uno dei cantieri più attesi dell’entroterra marchigiano. Con l’apertura parziale dell’ultimo tratto della SS76 a Genga, avvenuta lo scorso 1° luglio, la società Quadrilatero Marche ha messo un altro tassello verso il completamento dell’arteria che connette il porto di Ancona al corridoio verso Civitavecchia. Secondo quanto comunicato, la doppia corsia per senso di marcia nel tratto interessato dovrebbe arrivare a piena apertura entro fine luglio, restituendo continuità al traffico lungo la valle dell’Esino.
Il percorso dell’opera è stato tutt’altro che lineare. Le organizzazioni sindacali del comparto edile, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, ricordano come i lavori abbiano «vissuto innumerevoli vicissitudini» e siano stati condizionati dalle crisi delle imprese esecutrici e da criticità ambientali emerse in fase di cantiere. In particolare, il ritrovamento di materiali inquinanti durante la realizzazione dell’ultimo viadotto ha inciso sui tempi, imponendo ulteriori verifiche e interventi di messa in sicurezza.
«Nel corso di tutta l’opera, siamo stati sempre in prima fila per garantire la conclusione dei lavori»
Le sigle rivendicano un ruolo costante di presidio per evitare il rischio di un’incompiuta, sollecitando istituzioni e stazioni appaltanti su continuità produttiva, consegna dei lotti mancanti e sblocco delle questioni ambientali legate al viadotto Mariani.
Interferenze con la ferrovia e tempi di normalizzazione
Resta un fattore di attenzione per gli automobilisti: la sovrapposizione con i lavori di raddoppio della linea ferroviaria, che comporta ancora chiusure temporanee e restringimenti di carreggiata lungo la statale. Secondo il crono-programma richiamato dalle organizzazioni sindacali, questo quadro di interferenze è destinato a protrarsi fino a dicembre 2027, con possibili ripercussioni sulla piena fruibilità della SS76 nelle fasi di cantiere ferroviario.
Per chi si sposta tra Ancona e l’entroterra (Fabriano, Genga, Serra San Quirico), ciò significa dover mettere in conto condizioni di traffico variabili nelle fasce interessate dai lavori. È consigliabile verificare gli aggiornamenti di viabilità emessi da Anas e dagli enti competenti, soprattutto nei fine settimana estivi e nelle ore di maggior scorrimento verso il capoluogo e le aree industriali.
La richiesta dei sindacati: SS16 e collegamento porto–statale
Allo scatto in avanti sulla SS76 le sigle edili affiancano una sollecitazione precisa: puntare ora su due tasselli ritenuti strategici per la tenuta del sistema logistico provinciale. Da un lato, il raddoppio della SS16 lungo la costa, infrastruttura che assorbe il traffico locale e interregionale e rappresenta uno sbocco fondamentale per le merci; dall’altro, l’“ultimo miglio” di collegamento tra il porto di Ancona e la rete statale, per alleggerire il traffico urbano, migliorare l’accessibilità ai terminal e ridurre i tempi di percorrenza a beneficio di autotrasporto e filiere manifatturiere.
Nelle loro valutazioni, Fillea, Filca e Feneal sottolineano che il completamento del corridoio viario Ancona–Civitavecchia dispiega effetti pienamente misurabili solo se integrato da opere con funzione di cerniera tra aree produttive e nodi portuali. La continuità degli investimenti è considerata essenziale per consolidare l’occupazione generata dai cantieri e per dare stabilità a imprese e lavoratori impegnati nella manutenzione e nell’esercizio delle infrastrutture.
Impatto locale: mobilità, lavoro e competitività
Per la provincia di Ancona, un tracciato a quattro corsie continuo lungo la SS76 significa maggiore regolarità dei flussi tra l’area portuale e l’entroterra produttivo. L’effetto atteso è una riduzione delle congestioni nei punti storicamente più critici e un guadagno in termini di sicurezza stradale. Sul versante economico, la semplificazione degli scambi con la dorsale tirrenica è un fattore abilitante per la logistica integrata e può incentivare nuovi investimenti lungo la direttrice Esino.
Resta comunque un orizzonte di cantiere: fino al 2027 i lavori ferroviari continueranno a interagire con la viabilità, imponendo programmazione attenta per trasporto passeggeri e merci. In questo contesto, le priorità indicate dai sindacati – SS16 e ultimo miglio portuale – si inseriscono in un quadro più ampio di scelte infrastrutturali che toccano direttamente qualità della vita e competitività del territorio.
Scadenze e riferimenti operativi
| Fase | Orizzonte |
|---|---|
| Apertura parziale tratto SS76 a Genga | 1° luglio |
| Piena apertura a doppia corsia del tratto di Genga | fine luglio |
| Interferenze per raddoppio ferroviario | fino a dicembre 2027 |
Per chi viaggia:
- consultare gli avvisi di cantiere e gli aggiornamenti Anas prima di mettersi in strada;
- prevedere tempi extra nelle fasce di maggiore intensità, specie vicino ai tratti con restringimenti;
- valutare percorsi alternativi nei periodi di chiusure temporanee legate ai lavori ferroviari.
Il completamento del corridoio viario verso il porto di Ancona rappresenta un traguardo atteso da oltre 15 anni. Gli sviluppi delle prossime settimane diranno se la piena apertura del tratto di Genga potrà consolidare definitivamente la funzionalità della SS76, in attesa che il quadro delle opere complementari definisca un disegno coerente per mobilità e sviluppo dell’area vasta anconetana.