Convegno regionale per il cinquantesimo anniversario dell’incidente Icmesa
Un incontro istituzionale promosso da Regione Lombardia ha segnato il ricordo dei 50 anni dall’incidente diossina legato all’impianto Icmesa di Seveso. All’appuntamento hanno partecipato il presidente della Regione, Attilio Fontana, e l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, insieme ai rappresentanti dei Comuni più coinvolti: il sindaco di Seveso Alessia Borroni e i primi cittadini di Desio e Cesano Maderno, Giorgio Moscatelli e Gianpiero Bocca.
Il convegno ha voluto rivolgere lo sguardo al passato senza limitarvisi: la memoria dell’evento è stata presentata come base per un percorso di rigenerazione del territorio e per un modello di sviluppo industriale che metta al centro la sostenibilità ambientale.
Una tavola rotonda sul dopo emergenza e sull’eredità scientifica
Tra i momenti centrali la tavola rotonda dedicata alla gestione dell’emergenza, con gli interventi degli assessori regionali alla Sicurezza e Protezione Civile e al Territorio e Sistemi verdi, rispettivamente Romano La Russa e Gianluca Comazzi. Ha partecipato anche Giuseppe Cassina, che era assessore di Seveso nel 1976 e successivamente sindaco negli anni della ricostruzione.
Il dibattito sull’eredità scientifica ha richiamato relatori di profilo nazionale, tra i quali Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs, e Silvano Clerici della Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA). Il confronto ha esplorato come quell’esperienza abbia contribuito ad alimentare competenze e pratiche sul piano della ricerca, della prevenzione e del controllo ambientale.
“L’evento ha rappresentato un’occasione per approfondire in un contesto multidisciplinare la resilienza del territorio lombardo di fronte a un incidente ambientale fortemente impresso nella memoria collettiva e divenuto un monito per ripensare il tema della sicurezza degli impianti industriali.”
Nel corso degli interventi è stata ribadita l’esigenza di conservare e trasmettere la memoria di quanto accaduto, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni affinché la lezione rimanga viva e informi le scelte future.
Da sito industriale a patrimonio ambientale: il Bosco delle Querce
Un elemento simbolico del percorso di trasformazione è la riqualificazione del sito interessato dall’incidente. Nel tempo l’area è stata convertita in una risorsa ambientale, con la creazione del Bosco delle Querce che unisce i territori di Seveso e Meda. Recentemente il sito ha ricevuto il riconoscimento del Marchio del Patrimonio europeo, concessione attribuita dalla Commissione Europea che certifica il valore culturale e storico del luogo.
La conversione del sito è stata evocata come esempio concreto di come la gestione post-crisi possa condurre a risultati di valore pubblico, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello culturale e sociale.
Impatto locale e implicazioni pratiche
Per la provincia di Monza e Brianza l’anniversario solleva questioni pratiche e politiche ancora attuali: sicurezza degli impianti industriali, monitoraggio ambientale, tutela della salute pubblica e conservazione del patrimonio di memoria. Le istituzioni presenti hanno sottolineato la necessità di mantenere capacità tecniche e strumenti normativi adeguati per prevenire e gestire eventuali emergenze future.
- Presenze istituzionali: presidente e assessori regionali, sindaci dei Comuni interessati.
- Focus scientifico: contributi di istituti di ricerca e fondazioni ambientali.
- Riconoscimento territoriale: trasformazione del sito in area naturalistica con un marchio europeo.
| Elemento | Rilevanza |
|---|---|
| Convegno regionale | Commemorazione istituzionale e dibattito multidisciplinare |
| Tavola rotonda | Analisi della gestione dell’emergenza e dell’eredità scientifica |
| Bosco delle Querce | Riqualificazione del sito e riconoscimento europeo |
La celebrazione dei 50 anni non è dunque solo un momento di ricordo, ma anche un’occasione per ribadire impegni concreti: mantenere attive competenze tecniche, rafforzare politiche di prevenzione e conservare la memoria storica come fattore di tutela collettiva. Per i residenti della Brianza il bilancio che emerge dal convegno è duplice: la consapevolezza del danno subito e la testimonianza di una capacità di trasformazione che ha prodotto spazi verdi e una eredità scientifica significativa.