Una storia sessantennale di cura e servizio nella provincia di Fermo
La terrazza della Comunità di Capodarco si è trasformata in luogo di memoria e di incontro per celebrare i 60 anni dalla nascita della realtà fondata da don Vinicio Albanesi. Alla cerimonia, oltre ai residenti e ai volontari, erano presenti numerose autorità istituzionali e civili, a testimonianza del peso sociale che l’esperienza ha assunto nella provincia e oltre.
La giornata è stata caratterizzata da un clima insieme solenne e colloquiale: l’accoglienza calorosa di don Vinicio ha introdotto l’intervento del cardinale Matteo Zuppi, che ha inquadrato l’esperienza di Capodarco non solo come un servizio ma come una forma di attenzione alla persona che supera il concetto strettamente clinico della terapia.
"La cura è molto più della terapia. Mai smettere di sperare"
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e regionali: il prefetto Edoardo D'Alascio, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’arcivescovo Rocco Pennacchio, il questore e i comandanti delle forze dell’ordine. Dalle loro parole è emersa una comune valutazione: Capodarco è una realtà che unisce assistenza, tutela e un approccio comunitario alla fragilità.
- Prefetto Edoardo D'Alascio: ha sottolineato come la Comunità metta al centro la cura delle persone, richiamando l’attenzione degli amministratori sul valore della tutela e della passione civile.
- Presidente Francesco Acquaroli: ha definito don Vinicio come l’anima di un luogo che racconta i cambiamenti sociali, ponendo Capodarco come modello significativo per la sanità privata convenzionata e il sistema pubblico.
- Comandanti e Questore: hanno portato i saluti delle forze di polizia e l’offerta di collaborazione al servizio della comunità.
Nel corso dell’evento sono riaffiorati riferimenti storici: la nascita e lo sviluppo di Capodarco affondano le radici negli anni Settanta e si sono consolidate grazie a legami con altre esperienze associative e religiose. Lo spirito che ha animato la comunità fin dalle origini è la cura della persona nella sua complessità, con attenzione agli aspetti sociali e relazionali oltre che sanitari.
| Istituzione / Persona | Ruolo |
|---|---|
| Edoardo D'Alascio | Prefetto |
| Francesco Acquaroli | Presidente Regione Marche |
| Matteo Zuppi | Cardinale |
| Rocco Pennacchio | Arcivescovo |
| Troiani | Comandante Provinciale Carabinieri |
| Ferraro | Questore |
| don Vinicio Albanesi | Fondatore e guida della Comunità |
Dal confronto è emerso un punto condiviso: la Comunità di Capodarco non è soltanto un luogo di assistenza ma si considera un laboratorio di pratiche sociali che integrano servizi sanitari, residenzialità e percorsi di inclusione. Il presidente regionale ha richiamato l’attenzione sul ruolo della sanità privata convenzionata e sulla necessità di preservare valori e pratiche che tengano insieme cura e dignità delle persone più fragili.
Le parole del comandante dei Carabinieri hanno aggiunto una nota civica: il servizio delle forze dell’ordine viene presentato come parte della rete che tutela la comunità, mentre il questore ha offerto disponibilità concreta a intervenire laddove fosse utile, ricevendo una battuta ironica che ha stemperato la formalità degli interventi.
Per gli abitanti della provincia di Fermo la celebrazione rappresenta un’occasione per riflettere sul modello di welfare locale e sul rapporto tra pubblica amministrazione, terzo settore e comunità ecclesiali. Capodarco mantiene una funzione strategica come punto di riferimento per persone in condizioni di fragilità e come esperienza consolidata di gestione socio‑sanitaria che dialoga con il territorio.
Il sessantesimo anniversario è dunque un momento sia di bilancio sia di rilancio: la Comunità conferma il suo impegno a coniugare accoglienza, protezione sociale e progettualità rivolta a chi quotidianamente vive situazioni di marginalità o di bisogno di supporto. Per la popolazione locale resta importante che tali esperienze continuino a ricevere attenzione, collaborazione istituzionale e riconoscimento operativo all’interno del sistema dei servizi.
In prospettiva, la sfida sarà mantenere la capacità di innovare i percorsi di cura senza perdere le radici e i valori che hanno caratterizzato Capodarco nei sei decenni di attività.