Accuse di uso fraudolento di una PEC istituzionale
Secondo quanto riportato da agenzie nazionali e testate nazionali, una casella di posta elettronica certificata riconducibile alla Prefettura di Reggio Calabria sarebbe stata impiegata da ignoti per inviare comunicazioni apparentemente ufficiali alla società finanziaria fintech Revolut. Le richieste, firmate come provenienti dalla Polizia postale, avrebbero consentito agli attaccanti di ottenere dati sensibili relativi a circa 680 clienti della banca.
Le autorità britanniche e la Polizia postale italiana hanno avviato verifiche per accertare la natura e la portata dell'accaduto. Al momento, le ipotesi di reato indicate dalle fonti sono accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica. Sono in corso accertamenti anche sulla fondatezza delle ricostruzioni diffuse negli ultimi giorni.
Modalità e durata dell'operazione
Secondo le prime ricostruzioni, il raggiro sarebbe durato circa cinque mesi. Le comunicazioni fraudolente sarebbero state inviate in momenti diversi e avrebbero avuto l'apparenza formale di richieste istituzionali, essendo partite da una casella con dominio del Ministero dell'Interno. Le fonti indicano come indirizzo coinvolto entilocali.prefrc@pec.interno.it, intestato all'ufficio Enti Locali della Prefettura di Reggio Calabria.
Un elemento chiave sottolineato dagli osservatori è che le email provenienti da una PEC istituzionale risultano tecnicamente autentiche (SPF, DKIM, DMARC), e questo può indurre gli operatori interni agli istituti finanziari a considerarle come comunicazioni ufficiali e vincolanti. Come spiegato nelle prime ricostruzioni, se le credenziali di una casella PEC vengono acquisite da terzi, il valore legale del messaggio può essere sfruttato dall'attaccante.
«Le comunicazioni sembravano provenire da una casella Pec istituzionale con dominio interno.it ed erano firmate 'Polizia postale'»
Tipologia di dati sottratti e possibili conseguenze
Fra i documenti inviati a Revolut in risposta alle richieste risultano esserci documenti d'identità, passaporti e informazioni su conti e movimenti, compresi alcuni riferimenti a operazioni legate ai Bitcoin. La natura dei dati segnalati impone cautela: l'accesso a tali informazioni può avere ricadute sulla privacy degli interessati e comportare rischi di frode finanziaria o usi illeciti delle identità.
- Numero segnalato di clienti coinvolti: 680
- PEC indicata: entilocali.prefrc@pec.interno.it
- Durata dell'operazione fraudolenta: circa 5 mesi
| Voce | Dato |
|---|---|
| Clienti coinvolti (segnalati) | 680 |
| PEC interessata | entilocali.prefrc@pec.interno.it |
| Periodo di attività | circa 5 mesi |
Le autorità stanno cercando di stabilire se la casella sia stata effettivamente violata o se sia stata riutilizzata in altro modo dagli attaccanti. Le verifiche riguarderanno anche eventuali altri enti o istituzioni che potrebbero essere stati presi di mira con modalità analoghe.
Ripercussioni locali e raccomandazioni
Per i residenti della provincia di Reggio Calabria la vicenda solleva domande sul livello di tutela dei canali comunicativi istituzionali e sulla gestione delle credenziali. Le indagini chiariranno la responsabilità dell'eventuale violazione e le misure correttive da adottare per prevenire rioccurrence.
Finché le autorità non rilasceranno informazioni ufficiali e dettagliate, si raccomanda agli interessati di monitorare le comunicazioni ufficiali dalle proprie banche e di segnalare tempestivamente eventuali operazioni sospette alla Polizia postale e agli istituti finanziari interessati.