Assegnati i locali per l’anno scolastico 2026/2027, aumentano le classi in quattro istituti
La Provincia di Prato ha completato la pianificazione degli spazi per gli istituti superiori in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027. La ripartizione è stata confezionata a partire dalle iscrizioni e dal numero di classi comunicate dall’Ufficio scolastico provinciale, con l’intento di assicurare una collocazione funzionale alle esigenze didattiche dei singoli istituti.
Nel piano emergono aumenti di organico per quattro realtà scolastiche: il Gramsci-Keynes, il Marconi, il liceo Brunelleschi e il Cicognini-Rodari. Per far fronte a questi incrementi la Provincia ha rimodulato assegnazioni e conferme di locali in varie sedi, sia centrali che succursali.
Le assegnazioni principali
- Dagomari: confermata la succursale di via Reggiana (la cosiddetta “scuola di legno”) e le aule al primo piano del Centro Ventrone.
- Livi-Brunelleschi: mantenuta la sede di Palazzo Vestri, in piazza Duomo.
- Brunelleschi: restano la succursale di via Napoli a Montemurlo e tre aule all’interno della primaria Anna Frank di Oste.
- Gramsci-Keynes: assegnate le undici aule del “Rodarino” in via Galcianese.
- Marconi: ottiene la nuova succursale in via Galcianese; un’aula è inoltre assegnata al primo piano del corpo didattico usato anche dal Rodari Musicale.
- Cicognini-Rodari: riceve un’aula al primo piano dell’immobile Marconi (sede del Rodari Musicale).
- Per gli altri istituti sono state confermate le collocazioni attuali.
“L’assegnazione degli spazi scolastici è il risultato di un importante lavoro di confronto e di sintesi svolto insieme ai dirigenti scolastici, con l’obiettivo di trovare le soluzioni più adeguate alle esigenze di ogni istituto – dichiara il presidente della Provincia Simone Calamai –. Sappiamo che il tema dell’edilizia scolastica nel nostro territorio è ancora in evoluzione e che nei prossimi mesi potranno aggiungersi nuovi spazi a disposizione delle scuole. Nonostante questo, con il patrimonio edilizio attualmente disponibile siamo riusciti a garantire un’organizzazione che consente a tutti gli istituti di iniziare l’anno scolastico nelle migliori condizioni”.
Numeri e distribuzione
Il piano tiene conto dei cambiamenti nelle dotazioni di classe rilevati quest’anno. Di seguito i dati segnalati dalla Provincia:
| Istituto | Classi (anno precedente) | Classi (2026/2027) |
|---|---|---|
| Gramsci-Keynes | 86 | 89 |
| Marconi | 52 | 56 |
| Liceo Brunelleschi | 41 | 43 |
| Cicognini-Rodari | 49 | 52 |
Criticità segnalate dai dirigenti
Nonostante la Provincia sottolinei l’impegno e il confronto con i dirigenti, diversi presidi hanno manifestato riserve. In particolare il dirigente del Cicognini-Rodari ha espresso una posizione critica, ricordando che alcune questioni legate all’edilizia scolastica e alla distribuzione degli spazi non sono del tutto risolte.
Le perplessità toccano punti concreti per studenti e famiglie: continuità didattica, spostamenti tra sedi e adeguatezza dei locali rispetto alle esigenze delle materie e dei laboratori. Per diversi istituti la soluzione adottata è temporanea e subordinata alla disponibilità di futuri interventi sull’edilizia scolastica provinciale.
Cosa cambia per famiglie, studenti e personale
Le assegnazioni definite dalla Provincia dovrebbero consentire l’avvio dell’anno scolastico con la collocazione di tutte le classi comunicate dall’Ufficio scolastico provinciale. Tuttavia, nelle settimane che precedono il suono della prima campanella resterà fondamentale monitorare eventuali ulteriori rimodulazioni – soprattutto se dovessero rendersi disponibili nuovi spazi o se dovessero emergere nuovi bisogni organizzativi.
Per le famiglie interessate, il consiglio è di seguire le comunicazioni ufficiali degli istituti di appartenenza e della Provincia per verificare ubicazioni e eventuali variazioni; per il personale scolastico rimane prioritario il confronto con la dirigenza per pianificare orari e turnazioni in relazione alle sedi assegnate.
La distribuzione annunciata rappresenta un tentativo di sintesi tra domanda di spazi e patrimonio immobiliare esistente, ma la discussione aperta tra Provincia e dirigenti indica che il percorso verso una sistemazione stabile e definitiva degli istituti pratesi è ancora in corso.