Il quadro nazionale e le implicazioni per il territorio
Alla Camera dei deputati, nell'incontro "Le tecnologie dello spazio e il governo del territorio", Roberto Tartaglia Polcini, amministratore delegato di MapSat e presidente del consiglio di amministrazione di GeneGis GI, ha attribuito al Pnrr e al progetto Iride un ruolo decisivo nel recente progresso dell'Italia nella space economy. Secondo Tartaglia Polcini, gli investimenti pubblici hanno consentito al Paese di scalare la classifica delle potenze spaziali, ma hanno anche aperto una fase in cui è necessario trasformare le infrastrutture in servizi effettivi per i cittadini e le imprese.
Per gli abitanti della provincia di Potenza, le parole del manager significano che non basta avere capacità tecnologiche nazionali: occorre che i dati satellitari e le applicazioni derivanti vengano utilizzati su scala locale, nelle politiche territoriali, nell'agricoltura, nella gestione del rischio e nei servizi ambientali.
Le priorità indicate
- Mantenere e gestire le infrastrutture: avere l'“autostrada” spaziale non basta, va garantita la sua operatività.
- Coltivare il mercato: incentivare l'uso dei dati satellitari per creare domanda e applicazioni utili ai territori.
- Formazione degli operatori: preparare chi nei territori userà quotidianamente questi dati e servizi.
"Il Pnrr è servito per finanziare il salto di qualità italiano nella space economy... abbiamo un'autostrada, adesso la dobbiamo mantenere e, soprattutto, la dobbiamo far frequentare."
Queste indicazioni hanno ricadute pratiche per enti locali, università, imprese e professionisti lucani: per trasformare in opportunità gli investimenti nazionali serviranno progetti locali che sappiano sfruttare dati di osservazione della Terra per pianificazione territoriale, monitoraggio ambientale, gestione dell'acqua, prevenzione dei rischi idrogeologici e ottimizzazione delle attività produttive.
Possibili conseguenze e azioni locali
Non tutte le azioni devono partire dal centro: amministrazioni comunali e provinciali possono avviare partenariati con centri di ricerca e imprese specializzate per sperimentare servizi basati su dati satellitari. La formazione indicata da Tartaglia Polcini coinvolge anche operatori locali che dovranno saper leggere e interpretare indicatori derivati dall'osservazione dello spazio.
| Fattore | Impatto potenziale per Potenza |
|---|---|
| Infrastrutture spaziali | Accesso a dati satellitari per monitoraggio territoriale |
| Politiche di mercato | Opportunità per start-up e imprese tecnologiche |
| Formazione | Nuove competenze per professionisti e pubblica amministrazione |
La conclusione proposta dallo stesso Tartaglia Polcini è chiara: il salto è stato fatto, ma la partita ora si gioca sull'uso quotidiano dei risultati. Per la provincia di Potenza questo significa tradurre gli investimenti nazionali in servizi tangibili, sostenendo iniziative che colleghino la sensoristica spaziale ai bisogni locali.
Il dibattito inaugurato alla Camera mette dunque a fuoco una sfida di sistema: trasformare una capacità tecnologica nazionale in ricadute concrete per i territori, attraverso coordinamento, mercato e formazione. Per i soggetti locali lucani resta aperta la domanda su come inserirsi concretamente in questo nuovo ecosistema.