Ispezione non annunciata e quadro preoccupante a Torre del Gallo
Un sopralluogo non programmato ha riportato al centro del dibattito cittadino le condizioni del carcere di Torre del Gallo a Pavia. Nella giornata di venerdì 19 luglio 2026, la deputata Stefania Ascari (M5S) ha effettuato una visita all’istituto, accompagnata da Simone Verni, coordinatore cittadino, e da Lorenzo Goppa, assessore all’ambiente del Comune di Pavia. Dalla ricognizione sono emerse criticità definite “estremamente drammatiche”, con un sovraffollamento marcato e condizioni strutturali e di servizio ritenute inadeguate.
“La situazione è estremamente drammatica”
La deputata ha descritto ambienti datati e spazi angusti non compatibili con una detenzione rispettosa della dignità. A preoccupare, oltre all’assetto logistico, sono i servizi essenziali carenti e la convivenza tra tipologie diverse di detenuti, fattori che aggravano vulnerabilità già presenti.
Sovraffollamento e reparti vetusti
Secondo quanto riferito durante la visita, all’interno dell’istituto sono oltre 700 i detenuti, a fronte di una capienza indicata attorno a 500 posti. Il differenziale pesa su spazi già ridotti e su un reparto descritto come vetusto, con stanze di circa 9 mq occupate da tre persone. Sono stati segnalati bagni molto piccoli e docce prive di acqua calda, elementi che incidono sulla qualità della vita quotidiana e sulla gestione dell’igiene personale.
È stata richiamata inoltre la commistione tra detenuti comuni e detenuti psichiatrici, circostanza indicata come particolarmente critica perché aumenta l’esposizione al rischio delle persone più fragili. A ciò si aggiunge una cornice di assistenza sanitaria quasi assente, insieme a lacune nell’area trattamentale, educativa e delle opportunità lavorative interne.
Personale insufficiente e servizi educativi in difficoltà
La ricognizione ha evidenziato una carenza di organico che investe sia la polizia penitenziaria sia le figure educative, ritenute fondamentali per i percorsi di formazione e reinserimento. Il quadro, secondo quanto riportato, è noto da tempo ma le condizioni non mostrano miglioramenti. La componente educativa ridotta, unita alla pressione numerica, limita attività di qualificazione professionale e progetti di rientro sociale, con possibili riflessi sulla sicurezza interna ed esterna.
| Indicatore | Situazione riportata |
|---|---|
| Detenuti presenti | Oltre 700 |
| Capienza indicativa | Circa 500 posti |
| Strutture | Reparto vetusto, stanze ~9 mq/3 persone |
| Servizi essenziali | Docce senza acqua calda, assistenza sanitaria quasi assente |
| Trattamento e lavoro | Attività educative e occupazionali carenti |
| Organici | Sottodimensionati (polizia penitenziaria ed educatori) |
Le parole dei visitatori e i prossimi passi
La parlamentare ha definito inaccettabile il quadro riscontrato, annunciando l’intenzione di trasformare le risultanze della visita in iniziative formali indirizzate alle autorità competenti. Dal fronte locale, è stata ribadita la necessità di un impegno concreto per porre rimedio al sovraffollamento e alle carenze sistemiche.
Tra gli elementi sottolineati durante l’ispezione:
- Sovraffollamento strutturale che impedisce una gestione ordinata della vita detentiva;
- Scarsità di personale operativo e educativo con impatti sui percorsi di recupero;
- Infrastrutture datate e servizi essenziali non adeguati agli standard minimi;
- Convivenza critica tra detenuti con bisogni differenti, inclusi profili psichiatrici.
Ricadute sulla comunità pavese
Le condizioni del penitenziario interessano l’intero territorio pavese per almeno tre motivi: la tutela della dignità delle persone ristrette, la qualità del lavoro degli operatori e della polizia penitenziaria, e la sicurezza complessiva, che dipende anche dall’efficacia dei percorsi trattamentali e formativi. L’attenzione ai servizi sanitari interni e al rafforzamento degli organici educativi è indicata come essenziale per garantire diritti, prevenire tensioni e favorire il reinserimento.
La situazione descritta a Torre del Gallo, definita da tempo tra le più difficili, ripropone con urgenza il tema delle risorse e degli interventi strutturali. Dalle istituzioni locali e nazionali ci si attende ora una calendarizzazione di azioni concrete per ridurre il carico detentivo, adeguare gli spazi e ripristinare servizi di base. L’obiettivo dichiarato dai visitatori è trasferire quanto rilevato in atti formali perché vengano attivati i canali decisionali competenti.