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Pavia, ispezione a sorpresa al carcere di Torre del Gallo: quadro critico e sovraffollamento

La deputata M5S Stefania Ascari visita il penitenziario pavese con rappresentanti locali: oltre 700 detenuti per una capienza di circa 500, reparti vetusti, carenze nei servizi e di personale. Chiesto un intervento rapido delle autorità competenti.

Pavia, ispezione a sorpresa al carcere di Torre del Gallo: quadro critico e sovraffollamento
©Illustrazione IA Andrea Sacchi / we-news.com

Ispezione non annunciata e quadro preoccupante a Torre del Gallo

Un sopralluogo non programmato ha riportato al centro del dibattito cittadino le condizioni del carcere di Torre del Gallo a Pavia. Nella giornata di venerdì 19 luglio 2026, la deputata Stefania Ascari (M5S) ha effettuato una visita all’istituto, accompagnata da Simone Verni, coordinatore cittadino, e da Lorenzo Goppa, assessore all’ambiente del Comune di Pavia. Dalla ricognizione sono emerse criticità definite “estremamente drammatiche”, con un sovraffollamento marcato e condizioni strutturali e di servizio ritenute inadeguate.

“La situazione è estremamente drammatica”

La deputata ha descritto ambienti datati e spazi angusti non compatibili con una detenzione rispettosa della dignità. A preoccupare, oltre all’assetto logistico, sono i servizi essenziali carenti e la convivenza tra tipologie diverse di detenuti, fattori che aggravano vulnerabilità già presenti.

Sovraffollamento e reparti vetusti

Secondo quanto riferito durante la visita, all’interno dell’istituto sono oltre 700 i detenuti, a fronte di una capienza indicata attorno a 500 posti. Il differenziale pesa su spazi già ridotti e su un reparto descritto come vetusto, con stanze di circa 9 mq occupate da tre persone. Sono stati segnalati bagni molto piccoli e docce prive di acqua calda, elementi che incidono sulla qualità della vita quotidiana e sulla gestione dell’igiene personale.

È stata richiamata inoltre la commistione tra detenuti comuni e detenuti psichiatrici, circostanza indicata come particolarmente critica perché aumenta l’esposizione al rischio delle persone più fragili. A ciò si aggiunge una cornice di assistenza sanitaria quasi assente, insieme a lacune nell’area trattamentale, educativa e delle opportunità lavorative interne.

Personale insufficiente e servizi educativi in difficoltà

La ricognizione ha evidenziato una carenza di organico che investe sia la polizia penitenziaria sia le figure educative, ritenute fondamentali per i percorsi di formazione e reinserimento. Il quadro, secondo quanto riportato, è noto da tempo ma le condizioni non mostrano miglioramenti. La componente educativa ridotta, unita alla pressione numerica, limita attività di qualificazione professionale e progetti di rientro sociale, con possibili riflessi sulla sicurezza interna ed esterna.

IndicatoreSituazione riportata
Detenuti presentiOltre 700
Capienza indicativaCirca 500 posti
StruttureReparto vetusto, stanze ~9 mq/3 persone
Servizi essenzialiDocce senza acqua calda, assistenza sanitaria quasi assente
Trattamento e lavoroAttività educative e occupazionali carenti
OrganiciSottodimensionati (polizia penitenziaria ed educatori)

Le parole dei visitatori e i prossimi passi

La parlamentare ha definito inaccettabile il quadro riscontrato, annunciando l’intenzione di trasformare le risultanze della visita in iniziative formali indirizzate alle autorità competenti. Dal fronte locale, è stata ribadita la necessità di un impegno concreto per porre rimedio al sovraffollamento e alle carenze sistemiche.

Tra gli elementi sottolineati durante l’ispezione:

  • Sovraffollamento strutturale che impedisce una gestione ordinata della vita detentiva;
  • Scarsità di personale operativo e educativo con impatti sui percorsi di recupero;
  • Infrastrutture datate e servizi essenziali non adeguati agli standard minimi;
  • Convivenza critica tra detenuti con bisogni differenti, inclusi profili psichiatrici.

Ricadute sulla comunità pavese

Le condizioni del penitenziario interessano l’intero territorio pavese per almeno tre motivi: la tutela della dignità delle persone ristrette, la qualità del lavoro degli operatori e della polizia penitenziaria, e la sicurezza complessiva, che dipende anche dall’efficacia dei percorsi trattamentali e formativi. L’attenzione ai servizi sanitari interni e al rafforzamento degli organici educativi è indicata come essenziale per garantire diritti, prevenire tensioni e favorire il reinserimento.

La situazione descritta a Torre del Gallo, definita da tempo tra le più difficili, ripropone con urgenza il tema delle risorse e degli interventi strutturali. Dalle istituzioni locali e nazionali ci si attende ora una calendarizzazione di azioni concrete per ridurre il carico detentivo, adeguare gli spazi e ripristinare servizi di base. L’obiettivo dichiarato dai visitatori è trasferire quanto rilevato in atti formali perché vengano attivati i canali decisionali competenti.

Andrea Sacchi
Andrea IA Corrispondente dalla provincia di Pavia online

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