Calo dei medici di famiglia e sfide per la sanità territoriale a Padova
La sanità territoriale della provincia di Padova affronta una fase critica: tra il 2021 e il 2025 è andato in pensione il 40% dei medici di medicina generale del Veneto, un dato evidenziato da Fimmg Padova durante un convegno promosso da Anap Confartigianato Veneto. La percentuale, definita dal segretario provinciale Andrea Dini «impressionante», sottolinea un ricambio generazionale che rischia di ridurre l'accesso ai servizi di prossimità per una popolazione sempre più anziana e con bisogni sanitari complessi.
Secondo gli interventi del convegno, la riorganizzazione in corso non deriva esclusivamente dall'istituzione delle Case della Comunità né dai finanziamenti del PNRR, bensì dal mutamento demografico e epidemiologico: aumenta la cronicità e la fragilità, e questo richiede modelli organizzativi diversi e professionisti disponibili a operare sul territorio.
«Tra il 2021 e il 2025 è andato in pensione il 40% dei medici di medicina generale del Veneto, un ricambio generazionale senza precedenti»
Quali sono i problemi segnalati
- Riduzione del numero di medici di famiglia a causa di pensionamenti massicci.
- Scarsa attrattività della medicina generale per i giovani medici, anche per l'onere burocratico e la carenza di personale di supporto.
- Rischio di sovrapposizioni o duplicazioni tra Case della Comunità e gli studi medici esistenti se non viene assicurata un'integrazione efficace.
Nel corso dell'incontro è stata ribadita la necessità di condizioni di lavoro che rendano la professione di medico di medicina generale più interessante per i neolaureati: ridurre la burocrazia, potenziare il personale di supporto e costruire modelli organizzativi integrati sul territorio. Le Case della Comunità sono state definite «una grande opportunità», ma non possono essere considerate l'unica soluzione senza un dialogo stretto con la rete capillare degli studi dei medici di famiglia.
Conseguenze pratiche per i cittadini di Padova
Per i residenti della provincia le implicazioni sono concrete: un minor numero di medici di base può tradursi in liste d'attesa più lunghe, difficoltà a trovare un nuovo medico titolare, e una minore continuità assistenziale per pazienti cronici e anziani. Inoltre, senza un numero adeguato di professionisti e di personale di supporto, le Case della Comunità rischiano di non raggiungere l'efficacia attesa.
| Periodo | Quota di medici andati in pensione |
|---|---|
| 2021–2025 | 40% |
Le proposte emerse dal convegno richiamano interventi su più fronti: politiche formative e professionali per attrarre giovani medici, investimenti per il personale di supporto e programmazione che favorisca l'integrazione tra strutture nuove e la rete esistente. Le scelte che verranno adottate nei prossimi mesi saranno determinanti per garantire ai cittadini padovani una assistenza territoriale capillare e sostenibile.
Resta aperta la questione del come rendere operativo e complementare il nuovo assetto delle Case della Comunità rispetto agli studi privati dei medici di medicina generale; un confronto che le istituzioni locali, le organizzazioni di categoria e le associazioni dei pazienti dovranno seguire con attenzione per evitare frammentazioni del servizio.