Ordine di Firenze sollecita intervento parlamentare
L'Ordine dei Medici della provincia di Firenze ha preso posizione contro l'emendamento recentemente approvato in commissione Affari Sociali al disegno di legge sulle professioni sanitarie, che prevede la possibilità di presentare domanda per la reiscrizione all'albo da parte di medici e operatori sanitari radiati per avere diffuso terapie o teorie non validate durante il periodo del Covid.
Il presidente dell'Ordine fiorentino ha rilanciato le critiche espresse a livello nazionale dalla Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), sottolineando come la questione non sia politica ma riguardi "la tutela della salute" e i principi che regolano la professione medica.
“Ci sono principi medico-scientifici da cui non si può derogare. Non è una questione di parte, ma di tutela della salute dei cittadini”
La norma, così com'è formulata, non determina un reintegro automatico: stabilisce la possibilità di presentare istanza per essere riammessi nell'albo. Tuttavia questo elemento è stato letto con preoccupazione dagli ordini professionali e da esponenti del mondo medico, che vedono nel provvedimento un elemento di contrapposizione ai criteri basati sulle evidenze scientifiche e sul codice deontologico.
Le posizioni in campo
- FNOMCeO: definisce l'emendamento uno «sconcertante» affronto verso vittime e professionisti che hanno operato durante la pandemia.
- Ordine di Firenze: chiede ai parlamentari toscani, di ogni schieramento, di rivedere la disposizione per salvaguardare i principi deontologici e la fiducia dei cittadini.
- Parlamento: l'emendamento è stato approvato in commissione e dovrà essere valutato nelle successive fasi legislative.
Per i rappresentanti degli ordini, la radiazione è stata adottata come misura estrema nei casi in cui il comportamento del professionista fosse incompatibile con la comunità scientifica. Il timore è che la possibilità di presentare domanda di reiscrizione possa indebolire gli standard di tutela del paziente e la credibilità dell'albo professionale.
| Attore | Posizione |
|---|---|
| FNOMCeO | Contraria, parla di offesa alle vittime e ai professionisti |
| Ordine di Firenze | Richiesta di revisione della norma da parte dei parlamentari toscani |
| Commissione Affari Sociali | Ha approvato l'emendamento che permette la domanda di reiscrizione |
Impatto locale e prossimi passi
La richiesta dell'Ordine di Firenze ha una ricaduta diretta sui cittadini della provincia: mette in evidenza la necessità che i criteri di iscrizione e permanenza negli albi riflettano sempre evidenze scientifiche e garanzie deontologiche. L'appello rivolto ai parlamentari toscani mira a ottenere un intervento condiviso che eviti possibili effetti sulla fiducia del pubblico nei confronti dei professionisti sanitari.
Nei prossimi giorni la norma seguirà l'iter parlamentare: sarà quindi importante monitorare eventuali modifiche emendative e le prese di posizione dei rappresentanti eletti in Toscana. Per i cittadini e per gli operatori sanitari rimane centrale il principio che l'esercizio della medicina debba fondarsi su evidenze validate e sul rispetto del codice deontologico.
Resta evidente lo scontro di letture: da un lato la volontà di prevedere percorsi di valutazione per chi ha subito sanzioni, dall'altro la necessità di tutelare integrità scientifica e sicurezza dei pazienti. L'auspicio dell'Ordine di Firenze è che la questione venga affrontata con il massimo senso di responsabilità e senza piegarsi a logiche di schieramento.