Un messaggio pubblico sulla funzione civile della scuola
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto Amatrice per lanciare un messaggio chiaro sul ruolo della scuola nella società italiana, intervenendo all'inaugurazione dell'anno scolastico presso l'Istituto onnicomprensivo “Sergio Marchionne”. La presenza del Capo dello Stato in una città simbolo della ricostruzione post-sisma sottolinea la valenza civile e simbolica dell'appello: la scuola come fattore di integrazione, di fiducia e di contrasto ai processi di marginalizzazione.
Nel suo intervento Mattarella ha richiamato la Costituzione e ha invitato istituzioni, insegnanti e famiglie a promuovere un'azione educativa che vada oltre la mera trasmissione di nozioni, lavorando per costruire legami sociali e prevenire la formazione di ghetti. Ha inoltre ricordato l'importanza di sviluppare «qualità intellettuali e morali» per formare persone autonome e consapevoli, preparate a contribuire alla vita della comunità.
"E' aperta a tutti"
Il Capo dello Stato ha espresso anche un incoraggiamento diretto agli studenti ad avere fiducia nel futuro, citando il valore della cultura come strumento di libertà e richiamando l'attenzione sulle nuove tecnologie: l'intelligenza artificiale può essere uno strumento, ma non sostituirà l'insegnante che sa cogliere in aula certezze e fragilità.
Contesto e partecipanti
La cerimonia si è svolta nell'Istituto costruito nella frazione di San Cipriano, sostitutivo del plesso storico distrutto dal sisma del 2016. Alla commemorazione erano presenti, oltre al Presidente, il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi. Il Capo dello Stato ha deposto una corona in memoria delle vittime del terremoto.
| Presente | Ruolo |
|---|---|
| Sergio Mattarella | Presidente della Repubblica |
| Giuseppe Valditara | Ministro dell'Istruzione e del Merito |
| Francesco Rocca | Presidente Regione Lazio |
| Giorgio Cortellesi | Sindaco di Amatrice |
Implicazioni pratiche per scuole, famiglie e studenti
Dal discorso emergono alcuni punti concreti che riguardano direttamente chi vive il mondo della scuola:
- Inclusione: le scuole devono mettere in atto pratiche per favorire l'accoglienza di alunni di origine straniera e di chi vive situazioni di fragilità, evitando processi di separazione sociale.
- Relazione con le famiglie: il recupero della fiducia delle famiglie è indicato come passaggio essenziale per promuovere il successo educativo e prevenire difficoltà comportamentali non sempre evidenti.
- Valorizzazione delle competenze e dei valori: l'istruzione deve accompagnare sia lo sviluppo di competenze tecniche sia la formazione etica e civica degli studenti.
Per genitori e studenti il richiamo alla fiducia nel futuro e alla centralità della cultura è anche un invito pratico: partecipare alla vita scolastica, dialogare con insegnanti e dirigenti, sostenere progetti che favoriscano integrazione e partecipazione. Per le scuole, invece, la sfida è tradurre questi principi in azioni concrete — iniziative di orientamento, percorsi interculturali, percorsi di sostegno socio-educativo — che rendano effettivo il principio costituzionale richiamato dal Presidente.
Un monito e una prospettiva
Il discorso a Amatrice è apparso al tempo stesso memoria e impegno per il futuro: memoria del danno e delle vite perdute, impegno a non lasciare indietro nessuno. La scelta del luogo ribadisce come la scuola, oltre ad essere un servizio essenziale, è anche uno spazio pubblico in cui si gioca la qualità della convivenza democratica. Le parole del Presidente ricordano che le politiche educative devono guardare tanto alle competenze digitali quanto alla capacità delle scuole di costruire comunità coese e resilienti.
Per le famiglie e per gli operatori scolastici l'indicazione è chiara: rafforzare il dialogo, puntare sull'inclusione e sul valore della cultura per formare cittadini liberi e responsabili.