Dal Grand Tour al turismo di massa: cosa cambia per Massa
Secondo lo studio Istat "Dal Grand Tour al turismo di massa", che ripercorre l'evoluzione del settore dal 1924 al 2025, il turismo è passato da fenomeno d'élite a componente strutturale dell'economia nazionale. Per la provincia di Massa-Carrara, caratterizzata da costa, montagna e borghi, questa trasformazione si traduce in conseguenze concrete sui flussi di visitatori, sulla domanda di servizi e sulla pianificazione urbanistica.
Il rapporto mette in evidenza numeri significativi: le presenze negli alberghi e nelle strutture ricettive sono salite da 32 milioni a 288 milioni in poco più di un secolo; la quota di turisti stranieri è ormai prevalente (55,3% delle presenze), mentre nel 1990 erano il 33,6%. Nel 2023 il turismo ha prodotto un contributo diretto pari al 5% del Pil e un ulteriore 4,6% attraverso effetti indiretti.
Implicazioni locali
Per Massa questi dati richiamano due ordini di problemi: la gestione dei flussi e l'adattamento dell'offerta. L'incremento delle presenze e la crescita della componente internazionale pongono bisogni concreti su più fronti:
- Infrastrutture: trasporti e accessibilità stagionale, collegamenti con le principali direttrici turistiche regionali;
- Strutture ricettive: adeguamento e qualità dell'offerta alberghiera ed extra-alberghiera;
- Servizi locali: ristorazione, raccolta rifiuti, sicurezza e decoro urbano durante i picchi di stagione.
Dati chiave
| Voce | Valore |
|---|---|
| Presenze alberghiere (inizio XX sec. → 2025) | 32 → 288 milioni |
| Quota stranieri (2025) | 55,3% |
| Quota stranieri (1990) | 33,6% |
| Contributo diretto al Pil (2023) | 5% |
| Effetti indiretti sul Pil (2023) | 4,6% |
Questi numeri spiegano perché il turismo resta centrale per l'economia locale: il recupero post-pandemia è stato rapido, ma l'aumento dei visitatori stranieri, favorito da voli low cost e piattaforme digitali, impone strategie diverse rispetto al passato.
Scenari e interventi possibili
Per amministrazione e operatori locali le priorità emergono con chiarezza. Tra le misure che possono incidere sul territorio:
- pianificazione integrata per gestire i picchi stagionali e la convivenza tra residenti e turisti;
- investimenti in servizi pubblici essenziali e manutenzione delle aree più frequentate;
- promozione di un'offerta diversificata che valorizzi l'entroterra apuo-versiliese oltre alla costa;
- formazione per gli operatori ricettivi sull'accoglienza internazionale e sulla sostenibilità.
Il quadro delineato dall'Istat non fornisce ricette locali dettagliate, ma offre elementi di contesto imprescindibili: la trasformazione del turismo è strutturale e richiede risposte coordinate tra pubblico e privato. Per Massa la sfida è trasformare l'aumento dei visitatori in sviluppo sostenibile e occupazione, limitando gli impatti negativi sulla qualità della vita dei residenti.
La lettura dei dati nazionali rende evidente che le scelte di pianificazione e promozione adottate nel breve periodo avranno effetti duraturi sulla capacità della città e della provincia di governare i flussi, mantenere i servizi e valorizzare l'identità locale.