Audizione in Commissione Agricoltura: valutazione critica dell'Ispra
L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha espresso un giudizio netto sulla proposta di riforma della legge 157/92 in materia di fauna selvatica e prelievo venatorio, durante l'audizione del 14 luglio in Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Le osservazioni, riportate anche da associazioni ambientaliste, sollevano dubbi tecnici e ricadute pratiche per la tutela della biodiversità, con possibili effetti anche sui territori della provincia di Rimini.
Secondo l'Ispra, le modifiche proposte non risultano coerenti con gli obiettivi generali di conservazione degli ecosistemi. Pur riconoscendo in apertura un ruolo alla gestione venatoria, l'istituto contesta gran parte degli interventi normativi quando si entra nel dettaglio delle norme.
"I contenuti della riforma non in linea con gli obiettivi generali di tutela della biodiversità e degli ecosistemi"
La critica dell'Ispra è articolata e riguarda, tra l'altro, la mancata previsione di limiti efficaci alla pressione venatoria su specie già in cattivo stato di conservazione. Vengono citati esempi concreti: la pernice bianca e l'allodola, indicate come specie per le quali sarebbe opportuno escludere il prelievo. Le osservazioni sollevano interrogativi su come la riforma possa incidere su popolazioni già fragili in ambienti agricoli e collinari tipici della nostra provincia.
Rischio ritorno di pratiche vietate e non conformi all'Ue
Tra i passaggi più contestati dall'Ispra c'è la riapertura della possibilità di cattura di uccelli selvatici per utilizzarli come richiami vivi. Questa pratica è vietata dalla Direttiva Uccelli dell'Unione europea e in passato ha già portato l'Italia a condanne da parte della Corte di Giustizia europea. L'Ispra definisce preoccupante la previsione, richiamando il rischio di conflitto con gli obblighi comunitari e le conseguenze legali per il Paese.
- Associazioni che hanno commentato: Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e WWF Italia.
- Questioni aperte: protezione delle specie in difficoltà, limiti al prelievo, compatibilità con la normativa Ue.
- Impatto locale: possibili ricadute su aree rurali e sulla gestione faunistica nel riminese.
Le osservazioni dell'Ispra sono state rilanciate da diverse associazioni ambientaliste che parlano di una «bocciatura netta e senza appello» delle integrazioni al Ddl 1552. Il rilievo tecnico dell'istituto rischia di mettere in difficoltà i promotori della riforma nel prosieguo dell'iter parlamentare, imponendo un confronto sui profili di compatibilità scientifica e giuridica.
Cosa cambia per i cittadini e gli operatori del territorio
Per la comunità locale, le valutazioni dell'Ispra possono tradursi in due ordini di conseguenze pratiche: da un lato, la necessità di adeguare eventuali regolamenti e pratiche di gestione faunistica se la riforma dovesse passare senza i correttivi richiesti; dall'altro, il rischio di contenziosi legali e di misure sanzionatorie qualora norme nazionali entrino in contrasto con obblighi comunitari. I cacciatori, gli agricoltori e gli enti locali del riminese dovranno quindi seguire con attenzione l'evoluzione del dibattito parlamentare.
| Voce | Contenuto della critica |
|---|---|
| Specie citate | Pernice bianca, allodola (rischio di prelievo non limitato) |
| Pratiche contestate | Cattura di uccelli per richiami vivi (in contrasto con la Direttiva Uccelli) |
| Principale rischio | Non conformità agli obiettivi di conservazione e possibili condanne Ue |
Nei prossimi passaggi parlamentari sarà importante verificare se verranno introdotte modifiche per recepire i rilievi tecnici. Per la provincia di Rimini, dove la relazione tra territorio agricolo, ambienti naturali e attività venatoria è spesso prossima, il confronto pubblico e istituzionale potrà determinare effetti concreti sulla gestione della fauna e sulla tutela delle specie locali.
Le associazioni ambientaliste che hanno preso posizione hanno chiesto a gran voce che le evidenze scientifiche e gli obblighi europei guidino la revisione normativa, sollecitando interventi che garantiscano la conservazione delle specie e la conformità giuridica. Il dibattito proseguirà nelle sedi parlamentari, con attenzione alle implicazioni ambientali sul territorio provinciale.