Riforma nazionale, effetti locali: i numeri che preoccupano
La Camera del Lavoro di Imperia lancia un segnale d'allarme sul funzionamento della riforma nazionale in materia di disabilità, osservando con attenzione le ricadute pratiche anche nel territorio provinciale. I dati elaborati dal patronato Inca Cgil Liguria relativi ai primi cinque mesi del 2026 mostrano variazioni che, secondo la Cgil, meritano approfondimento e interventi immediati per evitare che i più fragili perdano tutele essenziali.
Nel confronto tra il periodo gennaio-maggio 2025 e lo stesso periodo del 2026 nella provincia di Imperia, le pratiche per assegni o pensioni di invalidità sono aumentate da 134 a 149. In controtendenza, però, si registra una diminuzione delle domande per l'indennità di accompagnamento (da 217 a 184) e, in modo particolarmente marcato, delle indennità di frequenza (da 19 a 8), con una flessione del 57,89% per quest'ultimo istituto.
Perché la Cgil teme un aumento della burocrazia
Secondo il segretario generale della Cgil di Imperia, Tiziano Tomatis, i dati attuali rappresentano un campanello d'allarme in vista dell'estensione della sperimentazione della riforma anche alla nostra provincia. La riforma ha introdotto procedure e certificati unici di natura diversa rispetto al passato, con una fase sperimentale già attiva in circa 60 province italiane.
«Se la riforma aveva l’obiettivo di rendere maggiormente esigibile un diritto, al momento non sta funzionando. Sono necessari provvedimenti affinché sulle persone in condizioni di fragilità non ricadano un aumento della burocrazia o, addirittura, la negazione di un diritto»
La Cgil segnala inoltre criticità pratiche emerse nelle province pilota: a Genova la sperimentazione è iniziata il 30 settembre 2025, mentre a Savona e La Spezia le nuove procedure sono attive dal 1 marzo 2026. Tra i problemi evidenziati ci sono il sovraccarico per i medici nella compilazione dei certificati introduttivi e l'esclusione dei patronati dalla prima fase telematica, fattori che possono limitare l'accesso ai servizi per chi ha maggior bisogno di assistenza amministrativa.
Impatto locale e possibili conseguenze
Per le famiglie e le persone con disabilità della provincia di Imperia, le variazioni nei flussi di domanda possono tradursi in ritardi economici o nell'impossibilità di ottenere prestazioni essenziali come l'indennità di accompagnamento o le indennità di frequenza, utili per sostenere costi di cura e di assistenza. Un calo significativo delle domande può indicare non solo un mutamento reale dei bisogni, ma anche barriere all'accesso ai servizi.
- Accesso ai patronati: la mancata partecipazione alla fase telematica può rendere più difficile il supporto alle famiglie.
- Ruolo dei medici: l'aumento dell'onere burocratico nella compilazione dei nuovi certificati è stato segnalato come criticità.
- Rischio di esclusione: la Cgil teme che la riforma, così com'è applicata nelle province pilota, possa limitare l'efficacia dei diritti riconosciuti alle persone con disabilità.
Richieste e prospettive
La posizione della Cgil è chiara: servono interventi correttivi per evitare che la riorganizzazione procedurale si traduca in un aumento della burocrazia e in un peggioramento dell'accesso alle prestazioni. Sul piano locale, la questione è seguita con attenzione sia dalle organizzazioni sindacali sia dagli operatori dei servizi sociali, che dovranno valutare l'evoluzione dei flussi di domanda nelle prossime settimane.
Per i residenti della provincia di Imperia resta essenziale il monitoraggio delle pratiche e la disponibilità di canali di assistenza efficaci, affinché l'introduzione dei nuovi strumenti procedurali non complichi ulteriormente la vita di chi già affronta fragilità e disabilità.
| Tipo di pratica | Gennaio-Maggio 2025 | Gennaio-Maggio 2026 |
|---|---|---|
| Assegni/pensioni di invalidità | 134 | 149 |
| Indennità di accompagnamento | 217 | 184 |
| Indennità di frequenza | 19 | 8 |