Confindustria Fermo sollecita interventi sull'aeroporto per sostenere export e filiere locali
La presidente di Confindustria Fermo, Elisabetta Pieragostini, ha ribadito l'urgenza di rafforzare l'aeroporto delle Marche, sottolineando come le imprese del territorio abbiano bisogno di «connessioni» più efficaci per reggere un contesto internazionale complicato. Il messaggio arriva nel quadro della presentazione del piano di investimenti della compagnia Volotea, che ha scelto di posizionare una base operativa nello scalo marchigiano.
Secondo Confindustria Fermo, il vero punto di forza del territorio sono le imprese e le maestranze locali, in grado di produrre beni richiesti sui mercati esteri. Tra i settori citati come trainanti per il Fermano figurano la moda, la meccanica e l'agroalimentare. Tuttavia, la federazione imprenditoriale mette in guardia: tensioni commerciali internazionali, dazi statunitensi e rischi geopolitici in Medio Oriente stanno incidendo su costi energetici, trasporti e sulla propensione all'acquisto dei clienti.
"Le imprese hanno bisogno di connessioni. Potenziare l'aeroporto è fondamentale"
Il ragionamento di Pieragostini mette al centro il problema infrastrutturale. Se da un lato la scelta di Volotea rappresenta un segnale positivo, dall'altro la provincia di Fermo continua a pagare «un gap infrastrutturale importante». La preoccupazione espressa è che, in un mercato mondiale sempre più competitivo e vicino al nostro, svantaggi logistici possano tradursi in perdita di opportunità per le aziende locali.
- Export resistente: le imprese marchigiane e del Fermano mostrano capacità di mantenere i mercati esteri nonostante il contesto sfidante.
- Gap infrastrutturale: la carenza di collegamenti adeguati penalizza la competitività, aumentandone i costi operativi.
- Ruolo di Volotea: l'apertura di una base è vista come un'opportunità ma non risolve tutte le criticità.
Un altro aspetto rilevato è la configurazione dei flussi aerei: le Marche risultano ancora prevalentemente «da outgoing», ovvero usate più per la partenza che per l'arrivo di passeggeri e merci. Questa dinamica, sottolinea Confindustria Fermo, dovrebbe indurre a una riflessione sulle politiche di promozione territoriale e sugli investimenti logistici necessari per favorire anche l'arrivo di clienti, fornitori e opportunità commerciali.
| Voce | Indicazione |
|---|---|
| Settori indicati | Moda, Meccanica, Agroalimentare |
| Fattori esterni di rischio | Dazi USA, tensioni geopolitiche in Medio Oriente, aumento costi energia e trasporti |
| Elemento positivo | Base Volotea nello scalo delle Marche |
Le ricadute concrete per la provincia di Fermo riguardano sia le imprese export-oriented sia i lavoratori delle filiere collegate: costi di produzione più elevati, possibili ritardi nelle forniture e minore capacità di attrarre cliente e investimenti esterni possono incidere sulla crescita occupazionale e sulla stabilità delle aziende locali. Per Confindustria, dunque, la questione aeroportuale è parte di una strategia più ampia per proteggere e valorizzare il sistema produttivo provinciale.
La dichiarazione della presidente Pieragostini apre una fase di interlocuzione con le istituzioni e con gli operatori del trasporto: la sfida sarà trasformare il segnale positivo della base Volotea in misure strutturali che colmino il gap infrastrutturale, migliorino la logistica e sostengano la competitività delle imprese fermane.