Coldiretti e associazioni: emergenza faunistica nelle campagne della Val di Cecina
A Pomarance un agricoltore locale denuncia perdite significative della produzione causate da animali selvatici che hanno preso di mira vigneti e colture. L'episodio è stato segnalato dalla Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) Etruria, che rilancia l'allarme per le ripercussioni sulle aziende agricole del territorio.
Il caso riguarda il Podere Nonno Berto, condotto dal giovane agricoltore e apicoltore Alberto Fatticcioni. Negli ultimi mesi l'azienda ha subito attacchi ripetuti da parte di tassi, caprioli e volpi, con danni che si sono concentrati soprattutto sui vigneti e sulle colture cerealicole e di leguminose.
“È una situazione ormai emergenziale, in cui chi lavora la terra si sente impotente di fronte alla razzia del proprio lavoro”
Secondo la ricostruzione fornita dall'imprenditore, alcune colture hanno riportato danni molto consistenti nella campagna appena terminata: per la prima volta i caprioli sono stati trovati a consumare i grappoli d'uva, comportamento attribuito anche alla ricerca di acqua durante il periodo di siccità estiva.
- Uva: danni stimati intorno al 20% della produzione aziendale;
- Cereali e legumi: perdite che raggiungono circa il 50%;
- Animali coinvolti: tassi, caprioli, volpi (seguiti da altre presenze selvatiche nel territorio).
La situazione è inserita in un quadro più ampio: la presenza crescente di fauna selvatica nelle aree rurali — e talvolta oltre il confine urbano — è stata collegata alle condizioni climatiche di quest'anno. Periodi prolungati di caldo e siccità avrebbero spinto gli animali a spostarsi in cerca di cibo e acqua, aumentando il contatto con le coltivazioni gestite dagli agricoltori locali.
Impatto e richieste delle imprese agricole
Per gli imprenditori agricoli coinvolti i danni non sono soltanto diretti e immediati: la riduzione della produzione si traduce in perdite economiche e in difficoltà nella programmazione delle attività aziendali. Cia Etruria ha quindi sollecitato le istituzioni competenti affinché vengano riconosciuti e risarciti i danni, e che vengano prese misure per prevenire nuovi episodi.
Nel richiamo all'attenzione pubblico è stato ricordato anche un episodio recente avvenuto in Maremma, dove una donna è stata azzannata da un lupo: il riferimento serve a evidenziare come la maggior presenza di grandi carnivori e di altra fauna non riguardi solo danni agricoli ma anche questioni di ordine pubblico e sicurezza.
Possibili ricadute sul territorio e sul comparto
Se la fenomenologia segnalata dovesse proseguire, le ricadute per il territorio potrebbero essere molteplici:
- riduzione della produzione locale di uva e di cereali, con potenziali effetti sui mercati locali e sui contratti di fornitura;
- aumento dei costi per misure di protezione delle colture (recinzioni, dissuasori, sorveglianza);
- maggiore necessità di interventi coordinati tra agricoltori, associazioni e istituzioni per la gestione della fauna selvatica.
Di seguito una sintesi numerica dei danni riportati dall'azienda citata:
| Coltura | Perdita indicativa | Animali segnalati |
|---|---|---|
| Uva | ~20% | Caprioli, tassi, volpi |
| Cereali e legumi | ~50% | Tassi, volpi (e altre presenze) |
Per gli operatori locali la richiesta è chiara: servono risposte tempestive e misure adeguate, sia di carattere risarcitorio sia preventive, per tutelare le aziende agricole e zootecniche. Le soluzioni proposte dalle associazioni di categoria includono monitoraggio più capillare della fauna, piani di intervento condivisi e procedure semplificate per il riconoscimento dei danni.
La situazione a Pomarance resta sotto osservazione. Le amministrazioni locali e le forze dell'ordine competenti potranno essere chiamate a verificare i casi segnalati e a valutare possibili interventi per proteggere il lavoro degli agricoltori, salvaguardare la produzione locale e prevenire rischi per la popolazione.