Un ridisegno urbano per l’ex sito produttivo
Asti compie un passo decisivo verso la trasformazione dell’ex area Saclà, lo storico insediamento industriale dove l’azienda piemontese avviò l’attività nel 1939. Dopo il trasferimento della produzione a Castello d’Annone, la proprietà ha presentato un piano che cambia la fisionomia del comparto, con l’obiettivo di creare un nuovo polo cittadino integrato a servizi, spazi pubblici e funzioni culturali.
Il progetto, delineato dall’azienda, prevede la conversione del sito in un complesso urbano aperto alla città, con funzioni diversificate pensate per un uso durante tutto l’arco della giornata. L’intervento si inserisce in una trama già consolidata del tessuto astigiano, puntando a riattivare un’area strategica e a ricucire il rapporto con il vicino torrente Borbore attraverso interventi di riqualificazione ambientale.
Le funzioni previste e gli spazi pubblici
Secondo quanto illustrato, il nuovo polo comprenderà:
- Spazi culturali e museali, per valorizzare identità e memoria industriale;
- Un hotel e un auditorium, a servizio della ricettività e della programmazione di eventi;
- Un’area benessere e servizi di quartiere;
- Attività commerciali integrate al contesto urbano;
- Nuove connessioni e verde pubblico esteso lungo l’asse del Borbore.
La componente ambientale ha un peso centrale: oltre il 58% della superficie, pari a più di 36 mila metri quadrati, sarà restituita alla fruizione collettiva come parco e spazi aperti. La sistemazione paesaggistica del bordo fluviale è indicata come parte della strategia di reintegrazione ecologica dell’area, con l’obiettivo di migliorare continuità pedonali e qualità ambientale.
Investimento e cronoprogramma
Il piano di rigenerazione comporta un investimento stimato superiore a 100 milioni di euro. Il traguardo temporale fissato per il completamento delle opere è il 2029, in coincidenza con il novantesimo anniversario dell’azienda. La scansione operativa non è stata dettagliata nella presentazione, ma la tempistica indicata consente di inquadrare l’intervento tra i principali cantieri urbani del medio periodo per il capoluogo.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Superficie a verde pubblico | > 36.000 mq |
| Quota di area restituita alla città | > 58% |
| Investimento stimato | > 100 milioni € |
| Completamento previsto | 2029 |
Identità industriale e ricadute locali
L’annuncio lega la memoria produttiva del sito alla sua nuova vocazione urbana. La vicepresidente Chiara Ercole, esponente della terza generazione della famiglia fondatrice, ha sottolineato il nesso tra radici aziendali e futuro dell’area:
“Saclà è nata ad Asti, ed è qui che affondano le nostre radici: la storia della mia famiglia e il lavoro di generazioni. Proprio per questo, quando abbiamo trasferito la produzione a Castello d’Annone, ho voluto che quest’area avesse un futuro all’altezza della sua storia”.
Per la città, la prospettiva è quella di una rigenerazione capace di mettere in relazione funzioni culturali, ricettive e commerciali, con l’incremento di dotazioni pubbliche e spazi all’aperto. L’integrazione del verde e la riorganizzazione dei percorsi possono incidere sulla qualità della vita dei residenti dei quartieri limitrofi e sulla fruibilità dell’area per l’intera comunità, con possibili effetti positivi anche per l’attrattività complessiva del capoluogo.
Impatto su mobilità e servizi
La creazione di un polo polifunzionale porta con sé esigenze di coordinamento su mobilità, accessibilità e servizi di quartiere. La quota significativa di superficie pubblica apre la strada a nuovi percorsi pedonali e a una maggiore permeabilità urbana, mentre la presenza di funzioni eterogenee richiederà attenzione agli equilibri tra spazi commerciali e aree di comunità. La vicinanza al corso d’acqua suggerisce inoltre interventi calibrati sul tema della sicurezza idraulica e della manutenzione del verde, aspetti che saranno cruciali in vista dei cantieri e del successivo esercizio delle nuove funzioni.
Passaggi attesi e prossimi sviluppi
Con l’obiettivo temporale definito al 2029, i prossimi mesi saranno dedicati agli adempimenti tecnici e amministrativi necessari per tradurre il masterplan in cantiere. Per i cittadini, l’intervento rappresenta una trasformazione di lungo periodo: l’attenzione si concentrerà sulla qualità progettuale degli spazi pubblici, sulla gestione delle fasi operative e sulla tenuta delle scadenze, elementi che incideranno in modo diretto sul quotidiano e sul profilo urbano di Asti.