Una struttura sotto pressione: i numeri e le criticità
Il carcere di Cremona è al centro di un allarme sollevato dal Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria: sovraffollamento, continui trasferimenti di persone con gravi disturbi psichiatrici e una significativa carenza di organico stanno rendendo la gestione dell'istituto «al limite della sostenibilità».
La denuncia arriva attraverso le parole di Antonio Loffredo, segretario provinciale del Sappe, che traccia un quadro puntuale delle difficoltà operative incontrate quotidianamente dagli agenti penitenziari.
"Il problema principale è certamente il sovraffollamento, ma soprattutto l’arrivo continuo di detenuti provenienti dall’hinterland milanese, in particolare da San Vittore, con gravi problemi psichiatrici e quindi molto difficili da gestire".
Secondo quanto riportato dal sindacato, la struttura riceve frequentemente detenuti provenienti da altri istituti lombardi, compresi quelli con pene lunghe e già destinatari di sanzioni disciplinari, trasformando il carcere di Cremona in una sorta di punto di smistamento per i casi più complessi.
Il personale: quanti mancano e quali ruoli sono scoperti
I dati forniti dal Sappe indicano una mancanza complessiva di 62 unità. In particolare, servirebbero 30 sottufficiali suddivisi in sette ispettori e ventisette sovrintendenti; al momento risultano invece 12 sottufficiali effettivi. Il personale effettivo totale citato è di 161 unità, con 19 agenti distaccati a vario titolo.
| Voce | Numero |
|---|---|
| Unità mancanti | 62 |
| Sottufficiali necessari | 30 (7 ispettori, 27 sovrintendenti) |
| Sottufficiali effettivi | 12 |
| Personale effettivo totale | 161 |
| Agenti distaccati | 19 |
Le conseguenze pratiche e il contesto regionale
Secondo il Sappe, Cremona (insieme a Pavia) sarebbe diventata il punto di destinazione per i detenuti considerati più problematici in Lombardia: trasferimenti da Bergamo, Brescia, Mantova e, con regolarità, da San Vittore. Questo fenomeno comporta una maggiore pressione sulle risorse e sui turni del personale locale, già ridotto rispetto alle necessità operative.
Gli ultimi corsi di formazione hanno portato «pochissimi rinforzi», insufficienti a compensare i pensionamenti e le assenze. Sempre secondo il sindacato, i confronti con il Provveditorato regionale e con vertici amministrativi, pur avvenuti, non hanno finora prodotto soluzioni concrete.
Impatto su sicurezza e gestione quotidiana
La situazione denunciata ha ricadute dirette sulla gestione quotidiana dell'istituto: un organico ridotto e un aumento dei detenuti con problematiche psichiatriche rendono più complesse attività quali la sorveglianza, la gestione dei conflitti interni e l'organizzazione dei percorsi trattamentali. Il Sappe sottolinea tuttavia la professionalità e l'impegno del personale penitenziario, che continua a svolgere le proprie funzioni nonostante le difficoltà.
- Pressione crescente dovuta ai trasferimenti di detenuti complessi.
- Organico sotto soglia con 62 posti scoperti e poche sostituzioni.
- Richieste sindacali rimaste finora senza risposte concrete dalle istituzioni.
Cosa resta aperto
Resta ora da capire quali misure intenderà adottare l'amministrazione penitenziaria regionale per fronteggiare l'emergenza segnalata e se verranno programmati corsi, trasferimenti o modifiche organizzative per alleggerire la pressione sul carcere di Cremona. Le ricadute sulla sicurezza interna e sulla qualità del lavoro del personale saranno temi che i rappresentanti sindacali e le istituzioni locali dovranno affrontare nelle prossime settimane.