La svolta alla guida dell’associazione
Elisabetta Pieragostini è la nuova presidente di Confindustria Fermo. L’imprenditrice, classe 1979, alla guida del suolificio Dami con sede a Sant’Elpidio a Mare, è la prima donna dopo 11 presidenti uomini dal 1979 a oggi. L’elezione, avvenuta nell’assemblea generale dell’associazione, ha registrato 963 voti favorevoli e 746 contrari. Un esito che fotografa una base associativa ampia e coinvolta, con una minoranza significativa che ha espresso contrarietà, legata in particolare alla posizione sulla prospettata fusione con le territoriali di Macerata e Ancona.
Nell’intervento post-voto, la neo presidente ha dedicato il risultato al padre Ennio, fondatore nel 1968 dell’azienda di famiglia e scomparso nel settembre 2025.
«Dedico questa elezione a mio padre, che mi ha dato sempre fiducia. Avrebbe sostenuto la mia candidatura e mi avrebbe incoraggiato»
La presidente ha inoltre richiamato i principi che informeranno il mandato:
«Guiderò Confindustria seguendo tre valori che mi ha insegnato mio padre: la fiducia, il coraggio e il senso di responsabilità»
I numeri dell’assemblea e i riferimenti della nuova guida
| Dato | Valore |
|---|---|
| Voti favorevoli | 963 |
| Voti contrari | 746 |
| Primo anno di presidenza maschile | 1979 |
| Fondazione azienda Dami | 1968 |
Contestualmente sono stati indicati anche i vicepresidenti: Gianni Gallucci, Paolo Bracalente e Maurizio Natali. La composizione della squadra sarà chiamata a tradurre in priorità operative gli indirizzi presentati dalla presidente nel suo programma.
Le linee programmatiche: sette architravi
Nel corso dell’assemblea, Pieragostini ha illustrato un programma in sette punti, che mette al centro competitività, capitale umano e connessioni territoriali. Di seguito i capitoli indicati:
- Capitale umano
- Rafforzamento della competitività internazionale del territorio
- Difesa e rilancio della cultura industriale e manifatturiera
- Infrastrutture, energia e connessioni territoriali
- Transizione digitale ed ecologica
- Nuovo modello di Confindustria Fermo
- Salute, welfare e competitività del territorio
Nel suo intervento, la presidente ha sottolineato l’esigenza di un salto di qualità nella capacità di progettazione e di connessione tra attori locali.
«Oggi resistere non basta più – ed è necessario costruire una nuova visione industriale del territorio, capace di accompagnare le imprese verso un modello di sviluppo moderno, competitivo, sostenibile e fortemente orientato all’innovazione. Confindustria Fermo deve assumere un ruolo centrale in questo processo e deve tornare ad essere non soltanto un’organizzazione di rappresentanza, ma un luogo di elaborazione strategica, di progettualità, di connessione tra imprese, istituzioni, scuola, università, sistema del credito e territorio»
Implicazioni per il tessuto economico fermano
L’esito dell’assemblea indica una leadership con un forte mandato, ma anche la presenza di un dibattito interno su traiettorie e alleanze organizzative. La quota di 746 contrari, riconducibile alla posizione sulla fusione con Macerata e Ancona, segnala l’esigenza di tenere aperto il confronto tra imprese sulle forme più efficaci di rappresentanza e sui confini organizzativi. Per le aziende del Fermano, la gestione di questa fase potrà incidere sulla capacità di incidere in sede istituzionale e di valorizzare le specificità produttive del territorio.
Sul piano operativo, la centralità attribuita a capitale umano, transizione digitale ed ecologica e infrastrutture si colloca in continuità con le priorità sentite dal sistema locale: formazione tecnica e aggiornamento professionale, efficienza energetica e qualità delle connessioni sono fattori determinanti per la competitività delle filiere manifatturiere e per l’accesso ai mercati. La rifocalizzazione di Confindustria come “luogo di elaborazione strategica” potrà favorire progettualità comuni, anche in raccordo con scuole, università e sistema del credito, in risposta alle esigenze delle imprese della provincia.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
La concretezza dei sette capitoli programmatici offre una cornice per iniziative mirate. In particolare, l’attenzione a infrastrutture ed energia e alle connessioni territoriali potrà tradursi in proposte condivise su mobilità delle merci, approvvigionamenti e servizi alle imprese; la priorità su salute e welfare apre il campo a strumenti di sostegno alla produttività e alla conciliazione, in un contesto demografico che richiede politiche di attrazione e fidelizzazione dei talenti. La misura del successo dipenderà dalla capacità di Confindustria Fermo di rendere operative queste linee, di rafforzare la coesione interna e di dialogare in modo costruttivo con le istituzioni locali e i partner del territorio.