L'Agenzia delle Entrate ha messo nero su bianco le nuove regole fiscali destinate ad associazioni e società sportive dilettantistiche dopo l'entrata in vigore del decreto Sport (108/2026). Con la circolare n. 7/2026 si chiariscono criteri e limiti della disciplina che riguarda compensi, rimborsi e rapporti di lavoro nell'ambito dello sport dilettantistico, fornendo indicazioni operative utili per centinaia di migliaia di organizzazioni sul territorio nazionale.
Le novità principali
Il punto centrale riguarda la soglia di non imponibilità: fino a 15.000 euro annui il compenso riconosciuto ai soggetti che operano per ASD e SSD non è assoggettato alla normale imposizione fiscale prevista per lavoratori dipendenti. La circolare precisa che tale franchigia opera "a monte" e si applica indipendentemente dalla tipologia contrattuale adottata, includendo quindi anche i rapporti di lavoro subordinato.
La misura opera “a monte” e si applica a prescindere dalla tipologia di contratto adottata, includendo, di conseguenza, anche i rapporti di lavoro subordinato.
Un'altra novità di rilievo interessa i volontari coinvolti in eventi e manifestazioni: i rimborsi spese forfettari fino a 400 euro mensili concorrono al raggiungimento della franchigia annuale. Se un volontario, per effetto di altri compensi sportivi, supera la soglia dei 15.000 euro, il rimborso diventa interamente imponibile e soggetto a ritenuta d'acconto.
Chi è coinvolto e come cambiano gli adempimenti
Le regole si rivolgono alle organizzazioni senza scopo di lucro che operano nel mondo dello sport: associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e società sportive dilettantistiche (SSD). Dal punto di vista pratico, la circolare chiarisce come determinare l'eventuale imponibilità dei compensi e quali somme rientrano nella franchigia, fornendo un quadro più sicuro per la gestione dei rapporti di lavoro e dei rimborsi.
- Soglia non imponibile: 15.000 euro all'anno;
- Rimborsi volontari: fino a 400 euro al mese concorrono alla franchigia;
- Tipologia contrattuale: la franchigia si applica a prescindere dal contratto (incluso il lavoro subordinato).
Queste indicazioni hanno impatto sia per le associazioni che per i singoli operatori: gli enti devono aggiornare i propri registri e le procedure di rendicontazione, mentre i volontari e i collaboratori devono tenere sotto controllo il cumulo dei compensi percepiti per evitare di oltrepassare la soglia prevista.
Conseguenze pratiche e aree di attenzione
Dal punto di vista operativo molte ASD e SSD dovranno rivedere le modalità di calcolo dei rimborsi e la documentazione amministrativa. Particolarmente delicata è la gestione dei casi in cui soggetti percepiscono compensi da più fonti: la circolare suggerisce che la franchigia sia valutata sul complessivo dei redditi sportivi, con conseguente possibile obbligo di applicare la ritenuta d'acconto quando la soglia viene superata.
Infine, l'intervento dell'Agenzia rappresenta un passo verso maggiore chiarezza, ma apre anche la strada a quesiti interpretativi che potrebbero richiedere ulteriori precisazioni: in particolare sulle modalità di verifica da parte delle associazioni e sugli strumenti di certificazione dei rimborsi. Il consiglio per gli enti è aggiornare regolamenti interni e politiche di rendicontazione, avvalendosi se necessario del supporto di professionisti fiscali.