Ritardi e varianti mettono a rischio il finanziamento
Il progetto per l’abbattimento e la ricostruzione delle scuole Torre e Sala di Benevento, finanziato dal Ministero dell’Istruzione con una somma iniziale superiore a 15 milioni e poi salita a circa 17 milioni, risulta completato per il 45% secondo quanto riferito dall’assessore ai Lavori Pubblici nel consiglio comunale del 25 giugno. Il termine originario per la conclusione delle opere era fissato al 31 marzo 2026 e successivamente prorogato al 30 giugno 2026.
La lentezza dei lavori e le modifiche progettuali sollevano dubbi sulla possibilità di rispettare i vincoli temporali legati al finanziamento PNRR e determinano un impatto diretto sulle lezioni e sulla comunità scolastica, che ancora oggi resta in parte fuori sede per la ristrutturazione.
“Il termine è stato prorogato al 30 giugno ma il Comune ha finora realizzato solo il 45% dell’opera... l'assessore... ripete il ritornello dei motivi ‘imprevisti e imprevedibili’, ma accenna pure a difetti del progetto”
Errori progettuali, varianti e incarichi esterni
Secondo il movimento civico Altra Benevento è possibile, il progetto originario presentava una criticità significativa: la volumetria prevista eccedeva di 4.000 metri cubi i limiti stabiliti dal Piano Urbanistico Comunale. La scheda su cui si basò il progetto era stata inviata nel 2022 dal Comune e poi approvata dalla Giunta comunale nell’ottobre 2023.
Il 15 marzo 2024 la Giunta, su proposta dell’assessore Mario Pasquariello, approvò una variante che spostava la sagoma dell’Auditorium senza però correggere la volumetria in eccesso; per la validazione del progetto fu incaricato un tecnico esterno, l’ing. Giovanni Quarantiello, che ricevette un compenso superiore a €100.000.
Il 15 giugno 2025 è stata approvata una nuova variante, sempre proposta dall’assessore e dal dirigente Antonio Iadicicco — che si è inoltre autoproclamato RUP del progetto — con l’obiettivo di ridurre la volumetria in eccesso, impiegare strutture prefabbricate per recuperare tempi e riconoscere alla ditta esecutrice un aumento di €2.000.000 rispetto all’appalto iniziale. Anche questa variante fu validata da Quarantiello, con un ulteriore compenso di circa €25.000.
Conseguenze per studenti e famiglie
Il ritardo nei lavori mantiene attive soluzioni alternative per l’attività didattica, con lezioni ancora svolte fuori sede in strutture provvisorie. La situazione solleva timori anche sul mantenimento del finanziamento PNRR, vincolato al rispetto delle scadenze temporali e delle condizioni contrattuali. Per le famiglie e il personale scolastico la priorità resta la garanzia di strutture idonee e sicure e il ritorno alla normalità dell’attività educativa.
- Finanziamento iniziale: oltre €15 milioni, salito a circa €17 milioni
- Avanzamento lavori comunicato: 45%
- Scadenza iniziale: 31 marzo 2026; proroga al 30 giugno 2026
Questioni aperte e prossimi passi
Le opposizioni richiamano responsabilità politiche e amministrative per le scelte progettuali e gli incarichi esterni. Restano da chiarire i motivi esatti del ritardo, l’impatto delle varianti approvate e le garanzie formali per non perdere i fondi PNRR. Il Comune, rappresentato dall’assessore Pasquariello, ha attribuito le difficoltà a cause «impreviste e imprevedibili» e a presunti difetti progettuali. I prossimi atti amministrativi e il cronoprogramma aggiornato saranno determinanti per capire se il completamento sarà compatibile con i termini imposti dal Ministero.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Finanziamento | da >€15M a ~€17M |
| Avanzamento lavori | 45% |
| Scadenza | 30/06/2026 (proroga) |
| Variante volumetria | eccedenza 4.000 m³ |
| Compensi tecnici | >€100.000 e €25.000 |
La vicenda resta sotto osservazione da parte degli organismi locali e delle componenti politiche della città. Ogni ulteriore sviluppo riguardante cronoprogrammi, atti di collaudo o interventi correttivi sarà determinante per il futuro delle scuole e per la tutela del finanziamento statale.