Tentato omicidio nel parcheggio coperto: l'inchiesta accelera
Si stringe il cerchio attorno al brutale pestaggio avvenuto la sera del 2 aprile 2026 nel parcheggio coperto del supermercato Do.DE.CA di via Tagliamento, ad Avellino. La Squadra Mobile della Questura, al termine di un’attività investigativa articolata, ha eseguito due misure cautelari nei confronti di A.N., originario di Atripalda, e A.Q., di Montefredane. Gli indagati sono accusati, allo stato degli atti, di tentato omicidio aggravato e falsità materiale commessa da privato. Nel fascicolo compare anche una donna, indagata a piede libero, che secondo gli inquirenti avrebbe messo a disposizione un’autovettura.
La vittima, Nello Malinconico, 41 anni, fu raggiunta e colpita da più persone mentre si trovava nel parcheggio coperto dell’esercizio commerciale. Le ferite riportate furono tali da richiedere il ricovero in prognosi riservata e in pericolo di vita all’ospedale Moscati. L’aggressione avvenne in giorno di Giovedì Santo, un dettaglio che rese ancora più forte l’eco in città.
La dinamica ricostruita: pedinamento e targhe alterate
Dagli accertamenti è emerso che la vittima sarebbe stata seguita a lungo prima dell’assalto. Secondo le ricostruzioni investigative, tre soggetti travisati sarebbero arrivati a bordo di un’auto con targa parzialmente camuffata tramite nastro adesivo nero. Una volta individuato l’obiettivo, il gruppo avrebbe colpito con bastoni e spranghe, per poi dileguarsi.
Gli elementi raccolti dagli investigatori delineano la presenza di un commando strutturato. Al momento sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati, ma gli approfondimenti si concentrano su un quarto complice che avrebbe preso parte all’azione e che è tuttora ricercato.
Misure cautelari e difese
Le misure disposte dall’autorità giudiziaria prevedono il carcere per A.N. e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per A.Q.. I due, assistiti dagli avvocati Fabio Tulimiero e Antonio Iannaccone, compariranno a breve davanti al GIP per l’interrogatorio di garanzia. Resta indagata a piede libero la donna che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe fornito l’auto utilizzata per gli spostamenti del gruppo.
| Indagato | Provenienza | Misura | Ipotesi di reato |
|---|---|---|---|
| A.N. | Atripalda | Carcere | Tentato omicidio aggravato; falsità materiale |
| A.Q. | Montefredane | Domiciliari con braccialetto | Tentato omicidio aggravato; falsità materiale |
| Donna (indagata) | - | Libertà | Ipotesi di supporto logistico (auto) |
Focus investigativo: un quarto uomo da identificare
Gli inquirenti ritengono vi fosse un altro componente del gruppo, oltre ai tre già individuati a vario titolo. Proseguono quindi le ricerche del quarto uomo, mentre vengono sviluppati i riscontri sulle modalità di alterazione delle targhe e sulla catena di disponibilità dell’autovettura utilizzata. Le attività tecniche e i riscontri testimoniali, coordinati dalla polizia giudiziaria, puntano a chiarire i ruoli e la pianificazione dell’azione violenta.
Cosa sappiamo finora
- L’aggressione è avvenuta il 2 aprile 2026 nel parcheggio coperto del Do.DE.CA di via Tagliamento.
- La vittima, 41enne avellinese, è stata ricoverata in prognosi riservata al Moscati.
- Due persone sono state raggiunte da misure cautelari, una terza è indagata a piede libero.
- Le contestazioni includono tentato omicidio aggravato e falsità materiale.
- Si cerca un quarto complice che avrebbe partecipato al pestaggio.
Impatto sulla comunità e prossime tappe
Un episodio di tale gravità in un’area commerciale centrale come via Tagliamento solleva preoccupazioni sulla sicurezza negli spazi pubblici frequentati da famiglie e lavoratori. Le indagini, che hanno già prodotto i primi risultati concreti, proseguiranno con gli interrogatori di garanzia e con ulteriori verifiche sui movimenti e sugli spostamenti delle persone coinvolte la sera dei fatti. Ulteriori sviluppi sono attesi a breve dall’autorità giudiziaria.
Resta fermo il principio di presunzione d’innocenza per tutti gli indagati sino a eventuale sentenza definitiva. La Procura e la Questura mantengono il riserbo operativo su dettagli che potrebbero compromettere l’individuazione del quarto uomo.