Criticità al valico di Ventimiglia e pesante ricaduta sui servizi locali
La gestione dei rimpatri e delle riammissioni al valico di Ventimiglia ha raggiunto livelli di pressione tali da configurare, secondo il sindacato SAP di Imperia, una vera e propria emergenza quotidiana. Gli agenti locali si trovano a dover fronteggiare un flusso costante di persone riammesse dalla Polizia francese, con un impatto operativo che riversa su tutti gli uffici della province e sui servizi di controllo del territorio.
Numeri e carenze: il personale mancante e le conseguenze operative
Il SAP parla di una carenza complessiva stimata in circa 50 poliziotti nei vari ruoli, oltre ad almeno 5 funzionari e circa 30 impiegati civili del Ministero dell’Interno. Questa situazione si traduce in una riduzione della capacità di presidio locale e nella difficoltà a garantire i servizi amministrativi specializzati, come il rilascio di permessi e documenti.
- Riammissioni giornaliere fino a 30-35 persone richieste dalla polizia francese;
- Ufficio Immigrazione costretto a trasferire personale su servizi di vigilanza ordinarî;
- Riduzione del numero di volanti disponibili per il controllo del territorio, con episodi di totale assenza in certi turni.
La situazione è stata paragonata a uno “sbarco continuo” e l’area definita la “Lampedusa del Nord”.
Secondo la denuncia, la Task Force creata per fronteggiare l’emergenza non si sta rivelando un incremento netto di risorse: le unità attribuite provengono infatti in larga parte dalla stessa Questura e dai commissariati di Ventimiglia e Sanremo, generando un effetto di sottrazione di personale alle attività territoriali ordinarie.
Impatto sui cittadini e sulle procedure amministrative
La deviazione del personale dai ruoli specialistici comporta ritardi e interruzioni nelle pratiche dell’Ufficio Immigrazione: licenze, passaporti e permessi di soggiorno risultano penalizzati perché il personale addetto viene richiamato per servizi generici e per gli accompagnamenti ai Centri di Permanenza per i Rimpatri (C.P.R.). Per i residenti ciò significa tempi più lunghi per pratiche anagrafiche e amministrative e una minore presenza delle forze dell’ordine sulle strade.
Scenario di frontiera e responsabilità istituzionali
La provincia di Imperia è da tempo area di confine con un’intensa pressione sui valichi: la reiterata scarsità di organico solleva interrogativi sulla distribuzione delle risorse a livello nazionale e sulla necessità di interventi strutturali. Il sindacato chiede misure che non si limitino a spostamenti temporanei del personale, ma prevedano assegnazioni stabili per ripristinare la normale funzionalità degli uffici e la sicurezza quotidiana.
| Voce | Dato stimato |
|---|---|
| Poliziotti mancanti | ~50 |
| Funzionari mancanti | ~5 |
| Impiegati civili mancanti | ~30 |
| Riammissioni giornaliere segnalate | 30-35 |
Al di là dei numeri, la questione sollevata dal SAP evidenzia una criticità che ha ricadute concrete sulla vita quotidiana dei comuni della provincia: dal decentramento dei servizi amministrativi alla possibilità di garantire turni di pattugliamento adeguati per il controllo urbano e la prevenzione. Resta aperto il nodo delle risposte istituzionali e delle eventuali misure compensative per supportare il territorio di confine.
Per gli abitanti e le amministrazioni locali la richiesta è chiara: serve un intervento strutturale che riporti organici e compiti a livelli compatibili con la pressione effettiva dei flussi al confine, evitando che la gestione delle riammissioni sottragga stabilmente risorse alla sicurezza ordinaria e ai servizi essenziali.