Un presidio sanitario sul territorio per le persone più fragili
Da martedì 28 luglio 2026 Forlì attiva “InFo.Pusher”, la nuova Unità di Strada promossa dall’Ausl Romagna per intercettare persone che consumano sostanze e vivono in condizioni di marginalità sociale. Il servizio nasce nell’ambito del Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì-Cesena, diretto dalla dottoressa Giovanna Maria Latino, e sarà gestito dagli operatori di strada dell’Azienda sanitaria in collaborazione con la Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo.
L’attivazione segue un anno di monitoraggio territoriale volto a individuare i punti della città in cui la presenza di consumatori rende necessario un intervento stabile. L’unità opererà con uscite programmate e flessibili, adattando le aree di intervento agli spostamenti delle persone che incontri.
“Dopo un anno di monitoraggio dei bisogni del territorio – spiega Claudia Bregli, educatrice professionale – è emersa anche a Forlì la necessità concreta di attivare un servizio di riduzione del danno attraverso un’Unità di Strada. L’obiettivo è costruire relazioni di fiducia e offrire strumenti concreti di tutela della salute”
Il progetto privilegia il lavoro di prossimità: non si limita alla distribuzione di materiali, ma punta a stabilire un rapporto con le persone, ascoltarne i bisogni e, quando necessario, accompagnarle verso i servizi sanitari e sociali attivi sul territorio.
Cosa offrirà l’Unità di Strada
- Distribuzione di materiale informativo e dispositivi di prevenzione;
- Consegna di materiale sanitario sterile (siringhe, soluzioni fisiologiche) e profilattici;
- Fornitura di farmaci salvavita e orientamento ai servizi assistenziali e sanitari;
- Attività di ascolto, mediazione e accompagnamento ai percorsi di cura.
La direttrice del Servizio Dipendenze Patologiche sottolinea che le attività di riduzione del danno rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), pertanto costituiscono prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale. La novità è che questi interventi saranno offerti in strada, per raggiungere persone che altrimenti non si rivolgono ai servizi tradizionali.
| Servizio | Finalità |
|---|---|
| Materiale sterile | Riduzione del rischio infettivo |
| Farmaci salvavita | Prevenzione delle emergenze |
| Accompagnamento ai servizi | Accesso a cure e percorsi sociali |
Ricadute locali e punti di attenzione
Per la comunità forlivesi l’avvio di InFo.Pusher ha due implicazioni pratiche. Sul versante sanitario, dovrebbe contribuire a ridurre il rischio di contagi e di sovradosaggi attraverso interventi mirati e la disponibilità di dispositivi di prevenzione. Sul piano sociale, il servizio può favorire l’emersione di bisogni finora non mappati e migliorare il collegamento tra persone in situazione di marginalità e le strutture di cura e assistenza presenti in città.
Allo stesso tempo, il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità di costruire rapporti di fiducia con le persone coinvolte e dalla collaborazione con le realtà del territorio (associazioni, enti locali, servizi sociali). L’esperienza di monitoraggio che ha preceduto l’attivazione servirà a calibrare le uscite e a definire i luoghi di intervento più efficaci.
Per i residenti e per chi lavora nei servizi pubblici e nella rete sociale cittadina, sarà importante seguire gli sviluppi del progetto e gli eventuali rapporti periodici dell’Ausl Romagna, per valutare risultati e possibili estensioni dell’offerta.
La nascita di InFo.Pusher si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di riduzione del danno riconosciute a livello nazionale e conferma l’attenzione dell’Ausl Romagna verso interventi rivolti alle fasce più vulnerabili della popolazione.